la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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“Non smetteremo di esplorare.

..E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.”

Sono tornata dal mio viaggio a New York, con occhi, cuore e piedi pieni di ricordi, strade, odori, bellezza. Tanto che le parole non saprei come usarle. Come sempre, in questi casi, vi lascio musica e immagini.

Non bastava una canzone, quindi vi ho creato la mia playlist, come colonna sonora mentre guardate le foto..

Presto spero di tornare anche a cucinare, su questo blog e nella mia vita!

 

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Venezia, Venezia

C. Aznavour- Que c’est triste Venise

Breve fotoracconto di viaggio..

Siamo stati a Venezia nel ponte della festa dei Morti, destinazione diversa per me e E.: io puntavo alla scoperta della Biennale, coi suoi giardini, i padiglioni delle varie nazioni, l’arte contemporanea che spesso lascia perplessi. Lui puntava ai bacari ai cicchetti, allo spritz, ai ricordi di quella che fu la sua gioventù di studente di filosofia tra calli e ponti.

Sonia Falcone, Bolivia

Sonia Falcone, Bolivia

Mio fratello, che ci accompagnava, non si sarebbe perso nemmeno una chiesa, una mostra, un’installazione, fosse stato per lui. La cognata, molto innamorata, lo ha seguito (quasi) senza lamentarsi!

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Goodbye holidays…

Nel mio ultimo post dedicato al turismo in Sardegna vorrei lasciare, come cartoline appese a un frigo, alcune foto più “urbane”.  La natura regala sempre spettacoli magnifici, ma ammetto che sono l’uomo, la sua intimità, la vita che ci circonda, che mi affascinano maggiormente.

E. ed io abbiamo passato due giorni ad Alghero, passeggiando stupiti nel suo centro storico fortificato, con le mura a picco sul mare e le stradine strette, mangiando fainé e gelati, bevendo Ichnusa dalla bottiglia e ammirando il tramonto. Abbiamo dormito in un B&b molto carino, Da Claudio (http://www.bandbdaclaudio.it/) e mangiato al ristorante Sa Mesa ( http://www.ristorantesamesa.eu/), dove abbiamo assaggiato un menu degustazione di carne, davvero ottimo: tagliere di affettati misti, ravioli tipici al formaggio, grigliata di carne e dolce del giorno, con un prezzo davvero ragionevole (non ricordo esattamente, ma meno di 50 Euro in due)!
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La mattina abbiamo poi preso la strada panoramica che da Alghero porta a Bosa, uno dei borghi più belli d’Italia!

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Infine, tornati dalla nonna, abbiamo passato un pomeriggio a visitare Cagliari, il suo fascino da città portuale un po’ decadente e antica, il centro tutto in salita, la vista dal bastione San Remy, le vecchie case popolari, il cosmopolitismo..

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E con queste foto, diciamo addio alle vacanze estive, e rituffiamoci nella vita di tutti i giorni!

Buon settembre!

A sud solo il mare

E così l’estate è finita, con un acquazzone che si è portato via caldo e spensieratezza, e con un aereo che mi ha riportato in Trentino. Nelle ultime due settimane ho fatto la turista, ho mostrato a E. le parti più belle dell’isola, ho visto spiagge incredibili, stradine di paese che fanno pensare agli anni ’50, famiglie meravigliose, rumorose e ingombranti, ho visitato borghi bellissimi, mangiato cose nuove. Insomma, una di quelle vacanze come ci vogliono, che ti ricaricano e che poi le rimpiangi per tre mesi, come neanche la pubblicità della Costa Crociere.

Cala Domestica, vicino a Buggerru

Cala Domestica, vicino a Buggerru

Complesso nuragico di Barumini

Complesso nuragico di Barumini

Cala Luna, Dorgali

Cala Luna, Dorgali

La Pelosa, Stintino

La Pelosa, Stintino

le magie del vento, nell'iglesiente

le magie del vento, nell’iglesiente

spiaggia di Masua

spiaggia di Masua

questi sono solo alcuni dei panorami di cui ho goduto, nel prossimo post, insieme a una ricetta sarda a cui sono particolarmente affezionata, metterò anche qualche foto dei borghi più belli!

Sardine marinate a Kala e Moru

Quando passi le vacanze per i tuoi primi 15 anni in un posto come la Sardegna, devo ammetterlo, ogni altro mare ti fa storcere il naso. Chiamatelo snobbismo, chiamatela puzza sotto al naso, ditemi che sbaglio, ma io la bellezza di questi fondali, unita al profumo della macchia mediterranea che arriva quasi fino all’acqua, non l’ho vista da nessun’altra parte. E sì che di viaggetti ne ho fatti, tutto sommato. Per questo oggi vi parlo del mio mare, di alcune spiagge che chi pensa “Sardegna = Costa Smeralda” non s’immagina nemmeno, delle famiglie che la domenica si trasferiscono con mezza cucina in una pineta, dove gli uomini iniziano immergendosi per prendere il pesce da cucinare e le donne stanno in spiaggia con i bambini, e il pranzo non è “qualcosa al volo”, leggero e veloce, ma un vero e proprio banchetto da impegnare la digestione almeno fino alle 6 di sera. Questo fine settimana l’ho passato a Kala e Moru, nella costa orientale del Golfo di Cagliari, e dato che non ci sono parole sufficienti a descrivere il paesaggio, vi lascio alcune foto!

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 La prossima è una ricettina squisita, ci permette di consumare il pesce azzurro, che costa una sciocchezza, fa benissimo perché ricco di Omega 3, e si trova in abbondanza nei nostri mari, quindi è anche sostenibile. IMG_4940  

Sardine fresche marinate:

  • 1 Kg di sardine freschissime
  • 2 limoni
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • olio EVO
  • prezzemolo tritato

L’unica cosa che può spaventare di questa ricetta, è la pulitura del pesce, che però non è nulla di difficile, se qualcuno ci spiega come procedere. Certo, sempre ci tocca pulire il pesce, non è la cosa più divertente e profumata da fare, è uno sporco lavoro, ma prometto che ne vale la pena. Per prima cosa, ci mettiamo con le nostre sardine al lavandino, prendiamo un coltellino dalla parte dove non taglia, e, sotto il getto dell’acqua fredda, togliamo velocemente le squame ai pesciolini, grattandoli leggermente sulla pelle, partendo dalla coda verso la testa. Bisogna essere leggeri, perché la pelle deve rimanere intatta.
 
Ora viene il lavoro sporco: prendiamo ciascun pesce, infiliamo un dito nella zona della branchia, facciamo una piccola pressione per rompere la spina dorsale e stacchiamo così la testa, chesi porterà dietro anche le interiora. Poi sempre con le dita seguiamo la spina del pesce lungo tutta la sua lunghezza, separando così la carne dei due filetti, che rimangono uniti fra di loro ma senza lische.
 
Infine, recidiamo la spina all’altezza della coda. Quando avremo pulito tutte le sardine, le sciacquiamo delicatamente sotto l’acqua fredda per togliere eventuali residui di interiora e le asciughiamo con la carta da cucina. Il resto è semplicissimo: creiamo una citronette mischiando il succo di due limoni, qualche cucchiaio d’olio EVO, aglio e prezzemolo tritati, un pizzico di sale (non troppo, il pesce contiene già quello che ci serve), e versiamo il tutto sulle sardine in modo che rimangano ben coperte. Copriamo bene e lasciamo riposare almeno 24 ore in frigo. Un tocco in più? Alla citronette possiamo aggiungere un pizzico di zenzero grattugiato, io trovo che dia un tocco esotico ad un piatto tipicamente mediterraneo!

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