la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Archivio per il tag “senza latticini”

Vegan tartelettes aux framboises

Simon & Garfunkel- Mrs. Robinson

Sabato sera, nella magnifica cornice di un Castel Corno illuminato dalle fiaccole, si è svolta la festa annuale della Keller editore: “Letti a Kastello”, uno dei ritrovi più piacevoli d’inizio estate.

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Tra un bicchiere di vino, quattro chiacchiere, letture di testi sempre profondi, o poetici, o semplicemente belli, mi è capitato in mano un foglietto, con 4 pagine di un romanzo di prossima pubblicazione: La partenza per il fronte, di Andreas Latzko.
Leggendolo mi sono commossa. Io ho la commozione facile, che piango per qualsiasi cosa, sia chiaro. Ma qui è una commozione da brividi.
La cosa più spaventosa della guerra, si dice, è la delusione, alla partenza, di vedere le donne belle e forti. Le donne, che non piangono e salutano con il fazzoletto i propri uomini, che partono con il treno per il fronte. La delusione delle donne che non chiedono un gesto di vigliaccheria, di codardia. Tutto questo viene definito come una crudeltà inattesa. Lo era? Lo è? Continua a leggere…

Una crema cocco e limone contro lo stress..

The Police- Every little thing she does is magic

Uff uff uff, se guardo la data dell’ultimo post mi vergogno e mi fustigo da sola, ma a mia scusa ci sono stati taaaaanti giorni intensi dal 13 febbraio ad oggi!

Non solo nell’associazione dove ho appena iniziato, non solo nelle collaborazioni che faccio con un’azienda per cui scrivo case study, non solo negli innumerevoli eventi di formazione che si sono sommati a tutto ciò, ma anche al Circolino a Trento, dove sono diventata la ideatrice-preparatrice di buffet 🙂

I ragazzi che lo gestiscono normalmente sono 4, giovani, bravi, divertenti, propongono serate sempre diverse, e, se avete da organizzare un evento e volete un buffet, beh, ci sono io 🙂 Hanno trasformato l’ambiente di quello che poteva essere un anonimo circolo tennis in un locale vintage, un po’ post industriale, con tanto legno, luci azzeccatissime e una colonna sonora sempre diversa e interessante!

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Ecco, quindi, spiegata la mia assenza! E anche oggi, il mio post serve a darvi una ricetta di quelle che non sono ricette, a dirvi insomma di fare un po’ tutto a occhio, perché così ho fatto più o meno io 🙂 Continua a leggere…

Te diré mas; yo creo que el sentido de culpa le agrega otro sabor al pecado.

Mario Benedetti dice che il senso di colpa dà più sapore al peccato. Sarà anche così, ma ogni volta che mangio troppo o male, cosa che, mio malgrado, succede piuttosto frequentemente, i miei sensi di colpa si fanno sentire, eccome!
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Ma che ci posso fare, se amo i dolci (e non solo quelli) e mi diverto a cucinare?

Facile, faccio un crumble!!

Sì, perché è fatto con tanta frutta, quindi abbastanza light, è veloce, si declina in mille modi, ma soprattutto è buonissimo!

Ci sono varie versioni, ma oggi, presa appunto dai sensi di colpa del post-week-end, ne ho fatta una vegan-sugarfree e con pochissimi grassi. L’ho assaggiata quasi titubante, ma mi ha stupito!

Crumble del peccato:

500 gr frutta fresca (in questo caso prugne)

1 cucchiaino di malto d’orzo

cannella a piacere

50 gr di nocciole tritate grossolanamente (al coltello, nel mixer perderebbero tutti gli olii, non facciamo i pigri!)

75 gr di farina semintegrale

1 cucchiaio di miele (ho usato del miele di lavanda sardo, ma fate come preferite)

1 cucchiaino di olio di semi bio spremuto a freddo (non di quello per friggere, sennò che salutismo è?! piuttosto olio EVO, ma il sapore nei dolci non piace ad E., quindi io lo evito)

Prepariamo la frutta lavata e tagliata a pezzetti piuttosto grandi, la mischiamo con il malto e la cannella e la versiamo in una pirofila.

In una ciotola mescoliamo nocciole, farina, miele e olio. deve diventare un composto sabbioso, quindi aggiungete olio se troppo farinoso, farina se invece vi risulta appiccicoso. Sbriciolate questo impasto sulla frutta fino a coprirla bene e infornate a 180° fino a quando le briciole non saranno belle dorate!

Servite tiepido o freddo, anche se io lo assaggio sempre quando è ancora da ustionarsi la lingua!

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