la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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Asparagi selvatici e ricotta di pecora come augurio di Pasqua

Joss Stone ft. John Legend- Tell me something good

Al limite massimo per darvi un’ispirazione, oggi vi racconto di una torta salata nata dalla fretta e dalla necessità, ma buonissima, grazie agli ingredienti che arrivano tutti dalla terra della mia nonna.

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Mio papà è arrivato giovedì, dopo un mese trascorso in Sardegna a far compagnia a sua mamma. Credo che la macchina, una station wagon bella spaziosa, fosse stipata fino all’ultimo millimetro, manco ci fosse un trasloco. Infatti la quantità di prelibatezze che mi sono portata a casa va, come minimo, triplicata per tre. Arance e limoni colti dall’albero prima di mettersi in viaggio, erbe aromatiche, dolci di ogni tipo, mirto nuovo, vino, carciofi, formaggio, salsiccia, saba, e sicuramente dimentico qualcosa. Un vero e proprio bottino (eh sì, in fondo siamo proprio gente del Sud, la mia metà svizzera impallidisce di fronte a queste scene!). Continua a leggere…

Involtini di gallinella con pesto di foglie di cavolo e con contorno di cavolo romano gratinato alle nocciole

Nina Simone- Feeling good

Sottotitolo del post: tre ricette, due vegane e una no!

Ogni tanto mi capitano delle spese di cui sono particolarmente felice.

Alcune succedono quando sono sola, non solo al supermercato, ma anche a casa. Allora riempio la borsa della spesa solo di frutta e verdura e, sempre perché sono sola a casa, passo una serata a cucinarle, per averle pronte e non arrivare ai momenti dei pasti affamata e di fretta.

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Poi ci sono altre spese, quelle del pesce. Al contrario degli altri prodotti, per cui ormai conosco tutti i posti della mia piccola città, dove comprare questo o quello, per il pesce c’è solo Roberta. Roberta l’ha scovata mio padre, è la pescivendola del supermercato che sta vicino casa dei miei genitori, ed è brava. In Trentino avere del buon pesce, saperti consigliare bene su come prepararlo, e poi pulirtelo pure a regola d’arte, sono qualità non da poco, credetemi. Continua a leggere…

Invito a cena con dieta

Ella Fitzgerald- No Regrets

Metti una sera, due ragazze a cena da una terza, a dieta! Metti anche che una venga da una settimana di stravizi, e mi dica “dai, cucina dietetico che così mi metti in riga!”. Metti invece che l’altra venga dal corso di nuoto, affamata come un lupo, e mi chieda “Ma fai qualcosa che mi soddisfa, vero?”

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Insomma, il post di oggi è dedicato, come nel titolo, agli inviti a cena con dieta! Cosa preparare di buono, per mangiare in compagnia, senza uscire dal proprio regime alimentare?

Premetto, le mie amiche sono fenomenali, mangiano quasi qualsiasi cosa gli metti nel piatto, sono curiose, assaggiano, tendenzialmente fanno complimenti,  e ti danno grande soddisfazione!

Ecco quindi il mio menù per ieri sera, ma va detto che è solo un suggerimento, e che le porzioni contano, in questo caso, eccome se contano! Anche se gli alimenti in sé erano davvero light, non si può certo abbuffarsi!

Antipasto: crudité di verdure miste (carote, finocchi, sedano, ravanelli) con salsa guacamole fatta in casa.

Primo: zuppa di mele. Mele? Sìsì, zuppa di mele. La ricetta arriva da qui, dai mitici Calycanthi e le mele cotte sono note per essere un valido aiuto nella lotta alla ritenzione idrica, oltre che un blando lassativo. Avendo previsto i pistacchi nelle polpette, io ho evitato i pinoli.

Secondo: polpette di tofu e pistacchi.

Accompagnamento: crackers ai tre cereali, olive e origano.

Dessert: pere al vino alla portoghese.

Oggi vi lascio la ricetta (semplicissima!) delle mie polpettine di tofu, ma nei prossimi giorni pubblicherò anche quelle dei crackers , del guacamole e delle pere, che sono stati particolarmente apprezzati.

Polpette di tofu e pistacchi per tre:

  • un panetto (180 gr) di tofu naturale e bio (comprate sempre soia bio, per favore!!)
  • un cucchiaino di capperi in salamoia sciacquati (quelli della nonna sarda sono meravigliosi, ammetto che parto avvantaggiata!)
  • un cucchiaio di salsa di soia (sempre bio, vedi sopra, e in più costa meno di quella che si trova al supermercato in mini-boccette)
  • 30 gr di pistacchi sgusciati
  • spezie a piacere (io ho usato curry, coriandolo e noce moscata)
  • semi di sesamo e di papavero per la copertura
  • olio evo

Mettere il tofu nel mixer insieme ai capperi e ai pistacchi e frullare fino ad avere una pasta omogenea. Aggiungere la salsa di soia e le spezie, mescolare bene. Assaggiare l’impasto, se è poco saporito si possono aggiungere altri capperi e pistacchi, o altra salsa di soia. Formare delle palline. Vengono più facilmente se ci si inumidisce le mani, come tutte le polpette. Rotolare le polpette nei semi di sesamo o in quelli di papavero. Intanto riscaldare il forno a 180°C. Ungere una teglia con poco olio, e cuocervi le polpette di tofu per ca. 15 minuti, fino a quando i semi di sesamo non iniziano a dorarsi.

Una porzione di 4 polpettine a testa (calcolando che era all’interno di una cena con varie portate) ha circa 120 calorie.

Girls just want to have fun..

Ci sono giorni che non vanno come uno se lo aspetta, altri invece che… beh, un sospetto ce l’abbiamo pure, ma ci comportiamo come se non dovessero succedere! E ieri è stato uno di quei giorni. Sapevo che saremmo usciti a fare aperitivo con una amica, una di quelle che non è mai UN aperitivo, ma minimo due, normalmente tre.

Cyndi Lauper – Girls just want to have fun

Ma io avevo voglia di cucinare, provare qualcosa di nuovo, e poi ero nel mood “facciamo un attimo i vegani e riappacifichiamoci con i nostri principi!”. Cosa che, per essere somministrata a E., richiede come minimo un po’ di impegno e dedizione.

E così ho preso dal web una ricettina, l’ho come al solito personalizzata un attimo, ci ho fatto pure il suo bel contorno e… l’ho messa in frigo alle 11 di sera, ora in cui siamo tornati a casa dal suddetto “aperitivo”.

Però la serata ha avuto il suo bel perché, niente da dire: siamo stati prima a provare il sushi trentino della nuova apertura di “Al Silenzio”, preso in gestione dalla famiglia Grisi dopo il fallimento del ristorante chiccoso ma noioso che lo aveva convertito per circa un annetto in un posto infrequentato e infrequentabile. Il posto è carino, ma lo era anche prima, ma Carlotta ha il giusto modo di ricevere i clienti, allegro e cortese. Sul Trentinsushi non mi esprimo, non ho fatto un’analisi abbastanza approfondita :).

Poi giustamente c’è venuta voglia di carne cruda (perché se le mie serate vegane devono andare a rotoli, che lo facciano per bene), che poi erano pure le otto quindi avevamo anche una certa fame. E così abbiamo pensato alla tartare del Ristorante Il Doge. Ammetto, sono di parte, allieva di uno dei cuochi. Ma imparare i piatti della scuola alberghiera, poveri e semplici, e vedere come si lavora in un bel ristorante, sono cose diverse. Aggiungiamoci che la gestione è cambiata, lo stile si è fatto più familiare, i prezzi decisamente più contenuti… Insomma, io sono curiosa come una biscia, c’è poco da fare!! Alla fine il mio prof. non c’era, quindi la mia “recensione” sarà spietata!

L’accoglienza del padrone di casa è uno dei punti a favore del locale. La lista dei vini, buoni e a prezzi discreti, ci ha reso subito più contenti (ma avevamo già fatto aperitivo, ammettiamolo, eravamo già contenti). Il menù ha dei piatti interessanti, le porzioni sono oneste, il cibo ben preparato. Unica pecca, a mio parere, un uso eccessivo di aromi. Mi spiego: la carne della tartare era freschissima, perché coprirne quasi completamente il sapore con la senape? I gnocchetti di ricotta con fonduta di casolet erano morbidissimi, ma c’era un pizzico di cannella di troppo, che lasciava poco spazio agli altri sapori. I tagliolini al tartufo di E., però, erano ottimi, e la nostra amica ha preso uova con speck croccante e patate arrosto: come far diventare un piatto povero una portata da ristorante! Era godurioso, niente da dire!

Ecco, ma in tutto questo, la ricettina che mi ha impegnato il pomeriggio di ieri  e che, con gran godimento, mi sto per mangiare ora, cos’era?

foto terribile, lo so, prima o poi prometto che imparo!

foto terribile, lo so, prima o poi prometto che imparo!

Ecco, questa l’ispirazione, qui i miei risultati: un hamburger di riso ribe integrale e lenticchie, con contorno di cavolfiore gratinato, accompagnato da una salsina di yoghurt, senape e peperoncino!

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