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Sardine marinate a Kala e Moru

Quando passi le vacanze per i tuoi primi 15 anni in un posto come la Sardegna, devo ammetterlo, ogni altro mare ti fa storcere il naso. Chiamatelo snobbismo, chiamatela puzza sotto al naso, ditemi che sbaglio, ma io la bellezza di questi fondali, unita al profumo della macchia mediterranea che arriva quasi fino all’acqua, non l’ho vista da nessun’altra parte. E sì che di viaggetti ne ho fatti, tutto sommato. Per questo oggi vi parlo del mio mare, di alcune spiagge che chi pensa “Sardegna = Costa Smeralda” non s’immagina nemmeno, delle famiglie che la domenica si trasferiscono con mezza cucina in una pineta, dove gli uomini iniziano immergendosi per prendere il pesce da cucinare e le donne stanno in spiaggia con i bambini, e il pranzo non è “qualcosa al volo”, leggero e veloce, ma un vero e proprio banchetto da impegnare la digestione almeno fino alle 6 di sera. Questo fine settimana l’ho passato a Kala e Moru, nella costa orientale del Golfo di Cagliari, e dato che non ci sono parole sufficienti a descrivere il paesaggio, vi lascio alcune foto!

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 La prossima è una ricettina squisita, ci permette di consumare il pesce azzurro, che costa una sciocchezza, fa benissimo perché ricco di Omega 3, e si trova in abbondanza nei nostri mari, quindi è anche sostenibile. IMG_4940  

Sardine fresche marinate:

  • 1 Kg di sardine freschissime
  • 2 limoni
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • olio EVO
  • prezzemolo tritato

L’unica cosa che può spaventare di questa ricetta, è la pulitura del pesce, che però non è nulla di difficile, se qualcuno ci spiega come procedere. Certo, sempre ci tocca pulire il pesce, non è la cosa più divertente e profumata da fare, è uno sporco lavoro, ma prometto che ne vale la pena. Per prima cosa, ci mettiamo con le nostre sardine al lavandino, prendiamo un coltellino dalla parte dove non taglia, e, sotto il getto dell’acqua fredda, togliamo velocemente le squame ai pesciolini, grattandoli leggermente sulla pelle, partendo dalla coda verso la testa. Bisogna essere leggeri, perché la pelle deve rimanere intatta.
 
Ora viene il lavoro sporco: prendiamo ciascun pesce, infiliamo un dito nella zona della branchia, facciamo una piccola pressione per rompere la spina dorsale e stacchiamo così la testa, chesi porterà dietro anche le interiora. Poi sempre con le dita seguiamo la spina del pesce lungo tutta la sua lunghezza, separando così la carne dei due filetti, che rimangono uniti fra di loro ma senza lische.
 
Infine, recidiamo la spina all’altezza della coda. Quando avremo pulito tutte le sardine, le sciacquiamo delicatamente sotto l’acqua fredda per togliere eventuali residui di interiora e le asciughiamo con la carta da cucina. Il resto è semplicissimo: creiamo una citronette mischiando il succo di due limoni, qualche cucchiaio d’olio EVO, aglio e prezzemolo tritati, un pizzico di sale (non troppo, il pesce contiene già quello che ci serve), e versiamo il tutto sulle sardine in modo che rimangano ben coperte. Copriamo bene e lasciamo riposare almeno 24 ore in frigo. Un tocco in più? Alla citronette possiamo aggiungere un pizzico di zenzero grattugiato, io trovo che dia un tocco esotico ad un piatto tipicamente mediterraneo!

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