la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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Veg pancakes: “il buongiorno si vede dal mattino”!

The Innocence Mission – Bright as Yellow

Incredibile ma vero, la cucina ribelle sforna ben due ricette in questo periodo. Sono le prime giornate di pioggia, la temperatura già frizzante, il fatto che accendere il forno o passare il tempo ai fornelli non sia più cosa da considerare una punizione…

O forse lo stimolo viene da Francesca della Tana del riccio, che per il compleanno del suo blog ha pensato bene a un contest che mi piace un sacco, perché chi mi conosce lo sa: la colazione è il mio pasto preferito! Primo, perché si può mischiare dolce e salato, poi perché quando si è in vacanza gli si può concedere tutta la calma necessaria, ed è la prova più chiara che si ha il permesso di perdere tempo, infine perché si può mangiare un po’ di più, che si ha tutto il giorno per “smaltire” 🙂 Continua a leggere…

Di Kafka sulla spiaggia, di un nome misterioso e di un brunch domenicale

Berry- Mademoiselle

Oggi sono stata un po’ sballottata in giro e ho avuto parecchi tempi vuoti, quindi ho approfittato per leggere. In realtà mi sforzo di leggere tutti i giorni un pochino, di trovare il tempo, la voglia, la situazione in cui godermi qualche pagina. Ormai dall’inizio dell’estate l’autore che mi sta accompagnando di più è Haruki Murakami. C’è qualcosa, nel suo modo di scrivere, che mi lascia sempre senza fiato. Le situazioni che passano dal quotidiano al surreale con totale naturalezza, i momenti semplici di vite straordinarie, la prosa senza fronzoli, diretta, le descrizioni particolareggiate e delicate.

Rubo i libri da un paio d’amiche, che sono quelle che i libri se li comprano e io, invece, amo i libri che hanno già passato mani altrui, per questo di solito vado in biblioteca. Dicevo, rubo i libri a delle amiche, e quella che mi ha prestato “Kafka sulla spiaggia” ha un bambino che le scribacchia tutte le pagine vuote, e un bambino nella pancia che invece ha trovato il suo nome proprio su una di queste ultime pagine scarabocchiate dal fratellino. Vedere la lista di nomi, con un cerchio su quello scelto, sapere che è un segreto che solo io ho svelato, pensare a questo bimbo che sta arrivando… La vita è nelle piccole cose, bisogna che me ne ricordi più spesso!

“E’ tutto un problema di capacità di immaginazione. Yeats ha scritto: In dreams begin responsabilities. E’ perfettamente vero. Rivoltando la frase, si può dire che dove non esiste la forza dell’immaginazione, non possono nascere delle responsabilità.”

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Ieri due amiche (Michela è un’illutratrice bravissima, non ci credete? guardate qui) sono venute a farmi compagnia, perché la domenica, se fa freddo e il tempo è grigio, non si può proprio stare da sole. Un bel brunch, tante chiacchiere, the e caffè bollenti, hanno decisamente cambiato la giornata!
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Purtroppo in casa la luce era pessima, e poi non volevo che si freddasse tutto! Ma sulla tavola ci sono: muffin al timo con salmone e panna acida, una quiche lorraine, pancakes ai semi di papavero con marmellata e miele, scones ai mirtilli rossi, yogurt e granola con frutta fresca, formaggio e noci, mandorle, pistacchi, spremuta d’arancia.

Buona settimana a tutti!

Can’t you see that it’s just raining/ Ain’t no need to go outside…

Insomma, ero già depressa all’inizio dell’autunno, dopo 2 settimane di brutto tempo io e le mie 7 personalità siamo arcistufe!!  Si sognano fughe romantiche in città d’arte, ristorantini intimi, un volo oltreoceano… Insomma, la fuga!

E invece siamo qui, con la valigia di E. da preparare, che lui sì, se ne va, ma fra scioperi e lavoro, quindi non lo invidiamo!

Allora serve qualcosa che ci renda felici di iniziare la giornata.

La musica fa sempre bene allo spirito, no?

Ma il cibo fa anche meglio 🙂

Domenica scorsa ci siamo concessi una colazione con calma, da preparare (fotografare) e gustare con pigrizia, tanto con quel tempaccio… E poi è un po’ una colazione da film, di quelle che saranno pure il prodotto di una americanizzazione della nostra cultura, ma se presa nel modo giusto, è pur sempre arricchimento culturale, no?

pancake

Pancakes integrali allo sciroppo d’acero:

  • 30 gr lievito madre liquido non rinfrescato
  • 50 gr farina integrale
  • 50 gr farina 0
  • 150 ml di latte (ca)
  • 1 uovo
  • 20 gr zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • un filo d’EVO per la cottura
  • sciroppo d’acero per guarnire

Iniziamo la sera prima, che la mattina si vuole essere pigri, anzi di più, e lo sforzo deve essere minimo!

Mescoliamo le farine con il lievito madre, il latte a temperatura ambiente, poi aggiungiamo l’uovo leggermente sbattuto, lo zucchero e il sale. Il risultato deve essere una pastella densa, molto più densa di quella delle crepes per intenderci. Diamo una bella mescolata di frusta energica e poi mettiamo in frigo coperto da pellicola per la notte.

La mattina dopo scaldiamo un padellino antiaderente con un filo d’olio, preleviamo un mestolo di composto e lo versiamo al centro: se la consistenza è giusta si formerà da sola una bella frittella tonda, alta quasi 1 cm. Se la prima però vi si “spatascia” troppo, (spatasciare: termine tecnico ddi assoluta professionalità, che implica l’appiattimento informe di un composto alo stato semi-liquido) assomigliando appunto più a una crepe che a un pancake, non vi preoccupate, aggiungete un po’ di farina al composto e vedrete che il successivo sarà perfetto! Dopo qualche minuto di cottura, il composto diventerà traslucido e pieno di bollicine: questo è il momento di girare il pancake! un altro minuto di cottura sul secondo lato,  e potrete passare a cuocere il prossimo.

A questo punto non vi resta che inondarli di sciroppo d’acero, o marmellata, e fare una buona colazione! Noi lì abbiamo accompagnati con un bel the e una centrifuga mela-carota-finocchio-zenzero.

Con queste quantità vengono ca. 4 pancake, per una colazione romantica. Se avete nanerottoli per casa quindi moltiplicate le dosi in base alla loro famelicità.

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