la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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Vegan melanzane ripiene

The Postal Service- Sleeping in

La pioggia nelle sere di autunno inganna, sembra solo acqua ed invece è ricordo..

Da ieri è arrivato l’autunno, quello con il sole, le foglie dai colori meravigliosi e l’aria frizzante, quello delle serate sotto la copertina e con una tazza fumante in mano, quello delle zuppe e della zucca.

melanzaneripienevegan

Ma questo solo da ieri.

Invece io mi aggrappo all’estate, solo per un po’. Con delle melanzane ripiene, vegane, che ho cucinato al mio ritorno da New York, quando avevo bisogno solo di verdure: sane, gustose, croccanti verdure che mi disintossicassero dalla meravigliosa fiera di sapori e odori che è stata la mia vacanza.

La cosa meravigliosa di questa ricetta, per me, è che dopo la prima parte, ovvero dopo aver arrostito tutte le verdure in forno, si aprono varie possibilità. Oltre alle melanzane ripiene, infatti, il giorno dopo ho mescolato il tutto anche con patate lesse, pangrattato, qualche spezia e un po’ d’olio per fare delle buonissime polpette, sempre vegane. E perché non usarle come ripieno per la pasta, o per fare una lasagna, o un risotto, un sugo…

Melanzane ripiene (per due):

  • due melanzane
  • 4 zucchine
  • 2 carote
  • un peperone rosso
  • sale e pepe
  • olio EVO
  • 8 cucchiai di pangrattato
  • prezzemolo
  • uno spicchio d’aglio (se piace)

Dopo aver pulito tutte le verdure, tagliamo a metà per il lungo le melanzane e incidiamo la polpa, disegnando una specie di scacchiera con il coltello. Tagliamo invece a strisce approssimative il peperone, e a fette di un cm ca. zucchine e carote. Ungiamo una teglia da forno con l’olio e mettiamo ben separate tutte le verdure, cospargiamo con un pizzico di sale e inforniamo a 180° per ca. mezz’ora (le melanzane devono essere morbide).

Intanto mescoliamo il pangrattato con olio, un pizzico di sale e pepe, abbondante prezzemolo tritato e, a piacere, uno spicchio d’aglio tritato.

Quando le verdure sono cotte, togliamo la polpa delle melanzane con un cucchiaio e lasciamo la parte più vicina alla buccia, creando delle barchette. Mescoliamo la polpa alle altre verdure, tagliate a cubetti regolari di 5/8 mm, riempiamo le barchette di melanzane con le verdure ripiene, cospargiamo con il pangrattato e facciamo gratinare in forno per 5/10 minuti con la funzione grill.

Per chi vuole sapori forti, e se ne frega dell’opzione vegan/vegetariana, un’acciuga è la morte loro ( a parola di E.).

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è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un’abitudine..

…scriveva M. Proust.

Nella vita di tutti giorni siamo così abitudinari, per sopravvivenza, che spesso uscire dai soliti schemi richiede un atto di volontà preciso, coordinato, consapevolmente scelto. Anche per voi è così faticoso? Il fatto è che se poi non lo faccio, inizio spesso a sentirmi soffocare, da queste abitudini..

Per questo lunedì scorso E. mi ha detto: e se invitassimo a cena loro? Loro sono Lisa e Fabio, maestri di tango che seguiamo da qualche anno, ma che proprio ora hanno fondato la loro associazione (per i trentini, questo è il loro sito).  Ma sono soprattutto quelle persone che ti fanno sentire a tuo agio, perché chiacchierano di tutto con tutti, o forse solo perché ci piacciono più o meno le stesse cose. Sta di fatto che sono saliti fino alla mansarda, e abbiamo passato una serata davvero piacevolissima!

Oltre agli ospiti nuovi, però, da donna coraggiosa quale sono (non sapete le ore di dubbi che mi assalgono in questi casi!) ho scelto anche un menù, diverso e consapevole. Niente carne, perché qui si cerca di consumarne il meno possibile, ma non volevo nemmeno ricadere nel “solito”: un piatto di pasta era troppo semplice, un risotto lo vedo come troppo autunnale, il curry di verdure e legumi, a fine estate ormai mi ha un po’ stufato!

Quindi, il menù è stato decisamente fusion, per usare un termine ora in voga!

Babaganoush mediorientale accompagnata da Carasau sardo, seguita da riso integrale e verdure saltate nel wok, con dei fantastici bastoncini di tofu e alga nori, idea presa da La tana del riccio, dove Francesca mi tiene motivata a rendere il mio stile di vita più sano e sostenibile, con gusto!
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Ma cos’è la Babaganoush? Una salsa di polpa di melanzane, un dip semplicissimo, soprattutto per chi ha la mania del frullatore a immersione, come la sottoscritta 🙂

Ingredienti:

1 melanzana tonda

2 cucchiai di tahine (crema di sesamo, si trova in tutti i negozi di alimenti biologici o nei minimarket etnici)

1 spicchio di aglio

il succo di un piccolo limone

olio EVO, sale e pepe q.b

Per prima cosa ho sbucciato la melanzana, in modo che non avesse più il caratteristico sapore amaro, e l’ho messa in padella con un filo d’olio. Mentre cuoceva, ho continuato ad aggiungere acqua perché non si attaccasse, finché non è diventata morbida. Unico trucco, l’acqua va aggiunta poco per volta, non deve penetrare nella melanzana, solo impedire, come dicevo prima, che si attacchi, per avere una bella crema consistente! A questo punto, semplicemente, ho unito tutti gli ingredienti nel mixer e frullato fino a ottenere una salsa dalla consistenza densa, ma spalmabile!

Poi ho messo nella mia bella ciotolina cilena di Pomaire e ho decorato con paprika dolce ungherese e prezzemolo! Come vi dicevo, il fusion quella sera ha fatto da padrone 🙂

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