la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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Il chili de lentejas dell’inganno

Chavela Vargas – La llorona

Più volte ho parlato di come la sostenibilità e la varietà della dieta siano alla base delle mie scelte quotidiane, ma poche volte ho illustrato come sia difficile scendere a compromessi con commensali più golosi e meno attenti.chilidelentejas

In casa abbiamo trovato un buon equilibrio, E. si subisce tutti i miei esperimenti senza troppo brontolare, poi al massimo si attacca all’armadietto e tira fuori qualche schifezza che nasconde per i momenti del bisogno 🙂 Continua a leggere…

Friday I’m in love…

The Cure – Friday I’m in love

Per fortuna è venerdì, intravedo il weekend alle porte e tiro un gran sospiro di sollievo! Nelle ultime due settimane infatti non ho avuto nessun giorno libero, e anche se lavoro part-time, con la piscina, la casa, le commissioni, qualche uscita o impegno familiare, sono arrivata a oggi senza il tempo di sedermi davanti a queste pagine!

zuppalenticchiecastagne

Inoltre il weekend ho lavorato a un pranzo, da cui sono avanzate moltissime cose. In casa abbiamo goduto degli avanzi per 3 giorni, e devo dire che è stata una bella comodità. Ma ieri ho riniziato a cucinare, e ho riniziato con un vero e proprio comfort-food. La neve e il freddo fuori, la luce bianchissima, e io che sono riuscita a farmi questa coccola la mattina prima di andare a lavorare, per poi scaldarla a pranzo. Continua a leggere…

Girls just want to have fun..

Ci sono giorni che non vanno come uno se lo aspetta, altri invece che… beh, un sospetto ce l’abbiamo pure, ma ci comportiamo come se non dovessero succedere! E ieri è stato uno di quei giorni. Sapevo che saremmo usciti a fare aperitivo con una amica, una di quelle che non è mai UN aperitivo, ma minimo due, normalmente tre.

Cyndi Lauper – Girls just want to have fun

Ma io avevo voglia di cucinare, provare qualcosa di nuovo, e poi ero nel mood “facciamo un attimo i vegani e riappacifichiamoci con i nostri principi!”. Cosa che, per essere somministrata a E., richiede come minimo un po’ di impegno e dedizione.

E così ho preso dal web una ricettina, l’ho come al solito personalizzata un attimo, ci ho fatto pure il suo bel contorno e… l’ho messa in frigo alle 11 di sera, ora in cui siamo tornati a casa dal suddetto “aperitivo”.

Però la serata ha avuto il suo bel perché, niente da dire: siamo stati prima a provare il sushi trentino della nuova apertura di “Al Silenzio”, preso in gestione dalla famiglia Grisi dopo il fallimento del ristorante chiccoso ma noioso che lo aveva convertito per circa un annetto in un posto infrequentato e infrequentabile. Il posto è carino, ma lo era anche prima, ma Carlotta ha il giusto modo di ricevere i clienti, allegro e cortese. Sul Trentinsushi non mi esprimo, non ho fatto un’analisi abbastanza approfondita :).

Poi giustamente c’è venuta voglia di carne cruda (perché se le mie serate vegane devono andare a rotoli, che lo facciano per bene), che poi erano pure le otto quindi avevamo anche una certa fame. E così abbiamo pensato alla tartare del Ristorante Il Doge. Ammetto, sono di parte, allieva di uno dei cuochi. Ma imparare i piatti della scuola alberghiera, poveri e semplici, e vedere come si lavora in un bel ristorante, sono cose diverse. Aggiungiamoci che la gestione è cambiata, lo stile si è fatto più familiare, i prezzi decisamente più contenuti… Insomma, io sono curiosa come una biscia, c’è poco da fare!! Alla fine il mio prof. non c’era, quindi la mia “recensione” sarà spietata!

L’accoglienza del padrone di casa è uno dei punti a favore del locale. La lista dei vini, buoni e a prezzi discreti, ci ha reso subito più contenti (ma avevamo già fatto aperitivo, ammettiamolo, eravamo già contenti). Il menù ha dei piatti interessanti, le porzioni sono oneste, il cibo ben preparato. Unica pecca, a mio parere, un uso eccessivo di aromi. Mi spiego: la carne della tartare era freschissima, perché coprirne quasi completamente il sapore con la senape? I gnocchetti di ricotta con fonduta di casolet erano morbidissimi, ma c’era un pizzico di cannella di troppo, che lasciava poco spazio agli altri sapori. I tagliolini al tartufo di E., però, erano ottimi, e la nostra amica ha preso uova con speck croccante e patate arrosto: come far diventare un piatto povero una portata da ristorante! Era godurioso, niente da dire!

Ecco, ma in tutto questo, la ricettina che mi ha impegnato il pomeriggio di ieri  e che, con gran godimento, mi sto per mangiare ora, cos’era?

foto terribile, lo so, prima o poi prometto che imparo!

foto terribile, lo so, prima o poi prometto che imparo!

Ecco, questa l’ispirazione, qui i miei risultati: un hamburger di riso ribe integrale e lenticchie, con contorno di cavolfiore gratinato, accompagnato da una salsina di yoghurt, senape e peperoncino!

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