la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

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Cibi da foodblogger..

Bruce Springsteen- Waitin’ on a sunny day

Ci sono cibi che, nella mia testa, sono da foodblogger. Insomma, cibi che se non hai un blog di cucina forse non farebbero parte della tua routine, che mai ti verrebbe in mente di comprare gli ingredienti, aspettare, preparare quel giorno che sai che poi hai tempo di allestire un set, fotografare e scrivere e poi finalmente mangiare 🙂

Insomma, oggi per la prima volta dico a tutti voi che sono una foodblogger. Giusto sei mesi per prendere consapevolezza della cosa, che a me sto termine mi sa tanto di serio, e il mio blog mica è una cosa seria, lo faccio perché mi diverte!

bananabread

Vabbè, qui lo sapete, le identità sono in continua evoluzione. Allora, parliamo del mio banana bread da foodblogger? Continua a leggere…

L’insostenibile trasparenza dell’acqua

Brooke Fraser- Something in the water

Buon lunedì a tutte/i!

Una settimana dei nostri consigli per la dieta è passata, siete state/i tutte/i bravissime/i, e ora per me però inizia la fase difficile! Sì perché se parto sempre entusiasta, se all’inizio sono dura e pura, dopo poco tempo inizio a perdere gli stimoli, e qui la crisi da astinenza da cibo ammetto che si fa sentire.

Ma la cosa che faccio più fatica a fare, da sempre, è bere i famosi due litri di acqua al giorno! Quindi oggi mi chiedo, è davvero così difficile? E se lo è, allora è davvero necessario?

Vorrei qui fare un po’ di matematica: quanta acqua assumiamo normalmente in un giorno?

  • Té la mattina, 200 ml
  • Un bicchiere d’acqua durante la mattina, 150 ml
  • un bicchiere a pranzo, 150 ml
  • The a metà pomeriggio, 200 ml
  • Un bicchiere d’acqua a cena, 150 ml
  • Tisana prima di dormire, 200 ml.

Anche riuscendo a ritagliarmi questi momenti fissi in cui bevo ( e non sempre riesco, a volte mi dimentico), non arrivo nemmeno a un litro e mezzo d’acqua al giorno.

Poi però c’è la questione cibi. Quanta acqua contengono? Ed è qui che arriva la sorpresa: un piatto di verdure crude è composto per circa il 95% d’acqua! E quasi l’8% in più rispetto, per esempio, al succo d’arancia confezionato. Le mele invece, mio spuntino mattutino per eccellenza, contengono ca. 88 gr d’acqua per 100 gr di prodotto. ( fonte: i valori degli alimenti)

Così, calcolando un piatto d’insalata di ca. 150 gr e una mela di ca. 200 gr, già abbiamo più di 200 ml d’acqua assunti senza accorgersene! E poi c’è la frutta di metà pomeriggio, la verdura cotta, la cena, spesso composta da una bella porzione di zuppa e un’altra insalata.

Bisogna aggiungere che è inverno, sudiamo poco, le nostre vite spesso non sono in particolare movimento. Se beviamo troppo rischiamo di passare più tempo in bagno che al lavoro 🙂

Quindi, in regime dietetico, che vuol dire soprattutto in regime di alimentazione sana, non preoccupatevi di essere sempre attaccate al rubinetto!

Questo è un post strano, lo so, però trovo che disfarci di un po’ di “fisse”, che ci vengono inculcate dai libri di dimagrimento facile, sia un modo per viversi più serenamente la dieta, senza impazzire e organizzare la nostra vita solo in base a questa!

Buona giornata!!

Dolcini per allietare il weekend

Ciao a tutte/i!

Oggi post molto veloce e molto tardi, mi scuso, ogni tanto metto nella lista del “to do” un po’ troppe cose, e mi piacerebbe essere superwoman, ma ancora non ci riesco!

Quindi, oggi, tra pulizie e smontaggio dell’albero di Natale (penavo di farlo a fine mese, ma già che volevo fare pulizie approfondite…), un caffè con un’amica, di quelle che vorrei davvero vedere più spesso, e lavoro… Insomma, classica vita da donna, no? 🙂

E così sono qui, alle nove di sera, senza nemmeno una ricetta per voi!! Continua a leggere…

Te diré mas; yo creo que el sentido de culpa le agrega otro sabor al pecado.

Mario Benedetti dice che il senso di colpa dà più sapore al peccato. Sarà anche così, ma ogni volta che mangio troppo o male, cosa che, mio malgrado, succede piuttosto frequentemente, i miei sensi di colpa si fanno sentire, eccome!
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Ma che ci posso fare, se amo i dolci (e non solo quelli) e mi diverto a cucinare?

Facile, faccio un crumble!!

Sì, perché è fatto con tanta frutta, quindi abbastanza light, è veloce, si declina in mille modi, ma soprattutto è buonissimo!

Ci sono varie versioni, ma oggi, presa appunto dai sensi di colpa del post-week-end, ne ho fatta una vegan-sugarfree e con pochissimi grassi. L’ho assaggiata quasi titubante, ma mi ha stupito!

Crumble del peccato:

500 gr frutta fresca (in questo caso prugne)

1 cucchiaino di malto d’orzo

cannella a piacere

50 gr di nocciole tritate grossolanamente (al coltello, nel mixer perderebbero tutti gli olii, non facciamo i pigri!)

75 gr di farina semintegrale

1 cucchiaio di miele (ho usato del miele di lavanda sardo, ma fate come preferite)

1 cucchiaino di olio di semi bio spremuto a freddo (non di quello per friggere, sennò che salutismo è?! piuttosto olio EVO, ma il sapore nei dolci non piace ad E., quindi io lo evito)

Prepariamo la frutta lavata e tagliata a pezzetti piuttosto grandi, la mischiamo con il malto e la cannella e la versiamo in una pirofila.

In una ciotola mescoliamo nocciole, farina, miele e olio. deve diventare un composto sabbioso, quindi aggiungete olio se troppo farinoso, farina se invece vi risulta appiccicoso. Sbriciolate questo impasto sulla frutta fino a coprirla bene e infornate a 180° fino a quando le briciole non saranno belle dorate!

Servite tiepido o freddo, anche se io lo assaggio sempre quando è ancora da ustionarsi la lingua!

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