la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Archivio per il tag “estate”

Abricots Tarte Tatin

ZAZ- Cette journée

So che nell’ultimo post vi ho raccontato delle vacanze che mi aspettano, a New York, ed è lì che effettivamente va il mio pensiero giornalmente (bisogno di ferie!!). Ma non è nemmeno giusto farvi pensare che la mia estate sia stata tutta casa e lavoro.

Complice una signora piuttosto importante, che ha raggiunto un traguardo piuttosto importante, sono infatti tornata a Parigi! Avevo passato nella Ville Lumiere 4 mesi, dopo la laurea. Beh, rivederla è stata un’emozione! Scoprire di ricordarsi tutte le stradine, tornare a mangiare al nostro ristorante preferito, riprendere l’abitudine (malsana, ammettiamolo) di fare colazione con croissant o pain au chocolat…

 

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Happy birthday, mia piccola cucina ribelle!

Noa-Life is beautiful

Auguri a noi!

La cucina ribelle oggi festeggia il suo compleanno, con più di 50 post ( sono riuscita a centrare il mio obiettivo di un post a settimana, in media) e più di 6000 visite (grazie grazie grazie a voi!). Non c’è che dire, è il primo traguardo che raggiungiamo, una piccola goccia nel mare, ma che soddisfazioni per me!!
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Ammetto di aver meditato un bel po’ su come festeggiare, ma poi ha vinto la gola. Non le ricette elaborate, i miei cavalli di battaglia, qualcosa di strano che nessuno conosce. No, semplicemente la gola, con uno dei miei cibi preferiti in assoluto. Ma in totale coerenza con quel tipo di alimentazione che piace a me, ho voluto una ricetta senza uova o latticini e abbastanza light da non essere proibita nemmeno a chi è a dieta, in modo da non farmi venire troppi sensi di colpa.

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Se mi lasci scegliere, zuppa fredda di zucchine e basilico

Manu Chao- Me quedo contigo (si me das a elegir)

Oggi revival adolescenziale con Manu Chao, revival spagnolo con questo testo che ho cantato e ricantato e che ammetto essere una canzone orrenda, ma che non posso fare a meno di amare. Insomma, ecco svelato uno dei miei guilty pleasures.

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Poi ci sono certe cose, come Sex&the city, che una profemminista come me non dovrebbe nemmeno nominare, ma che serve in ogni momento di stanchezza umorale, e le quantità di cosmetici nell’armadietto del bagno, che potrebbero far dubitare della mia serietà più di una persona.

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Variazioni sul tema: Tiramisù al pistacchio

The way we were – Barbara Streisand

Beh, non so voi, ma qui, purtroppo, è già successo: l’estate è finita, con questa settimana. Ti alzi e, nonostante il sole brilli, l’aria è fresca. L’abbronzatura guadagnata in ore sulla spiaggia se n’è già andata via, i vestitini estivi giacciono nell’armadio, le gente è già stufa e nevrotica per il lavoro (o per la sua assenza), le scuola ricominciano. Insomma, un dramma.

Oggi quindi, mi metto la colonna sonora. Eh perché la malinconia da fine estate non è malinconia di fine estate senza colonna sonora.

September song – Billie Holiday

 Devo dire la verità, questo post è stato calorosamente suggerito da degli amici che hanno cenato con noi l’altra sera.

C’è una vera e propria venerazione per il tiramisù, in questa piccola famiglia, quindi sono stati invitati appositamente per celebrare al meglio dei savoiardi di Fonni, dolci tipici riportati dal mio viaggetto estivo in Sardegna. Sono savoiardi giganti, morbidi ma molto meno spugnosi di quelli classici da supermercato.

Ma questa venerazione che vi dicevo, implica grandi responsabilità: fallire il tiramisù con loro, proprio con loro, capite la vergogna? Per di più hanno da poco saputo del blog, quindi l’onta sarebbe stata incancellabile: “parli di cucina e non sai fare un tiramisù? Vergogna!”

 September in the Rain – Sarah Vaughan

Beh, invece, come vi dicevo, hanno suggerito il post, hanno suggerito il titolo, hanno spazzolato il tiramisù nel piatto e se ne sono portati pure a casa una teglia, e mi hanno perfino benedetto 🙂

La ricetta del tiramisù è personalizzabile e variabile e coniugabile in mille modi, e quel giorno la mia variazione sul tema è dipesa dalla ingombrante (nel senso che me ne volevo liberare) presenza, in dispensa, di pistacchi da sgusciare  francesi e da una crema di pistacchi trovata in offerta al supermercato, ma tutto sommato abbastanza artigianale.

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Tiramisù contro la malinconia:

250 gr di Savoiardi di Fonni

250 gr di mascarpone

100 gr di zucchero

2 tuorli d’uovo freschissimi

2 cucchiaini di pasta di pistacchi di Bronte

ca. 4 tazzine di caffè da moka

cacao in polvere

granella di pistacchi

Per prima cosa si montano i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un bel composto spumoso, a cui aggiungere poco per volta il mascarpone ed infine la crema di pistacchi. Poi io mescolo 2 cucchiaini di cacao in polvere nel caffè e inizio l’assemblamento: uno strato sottile di crema, i savoiardi leggermente imbevuti nel caffè, uno strato più abbondante di crema, altri savoiardi imbevuti un po’ di più nel caffè, altro strato di crema. Al momento di servire, si cosparge con cacao in polvere e granella di pistacchi et voilà! Godimento assicurato e malinconia evitata (o momentaneamente allontanata per far posto ai sensi di colpa, vedete un po’ voi!).

 

 

Goodbye holidays…

Nel mio ultimo post dedicato al turismo in Sardegna vorrei lasciare, come cartoline appese a un frigo, alcune foto più “urbane”.  La natura regala sempre spettacoli magnifici, ma ammetto che sono l’uomo, la sua intimità, la vita che ci circonda, che mi affascinano maggiormente.

E. ed io abbiamo passato due giorni ad Alghero, passeggiando stupiti nel suo centro storico fortificato, con le mura a picco sul mare e le stradine strette, mangiando fainé e gelati, bevendo Ichnusa dalla bottiglia e ammirando il tramonto. Abbiamo dormito in un B&b molto carino, Da Claudio (http://www.bandbdaclaudio.it/) e mangiato al ristorante Sa Mesa ( http://www.ristorantesamesa.eu/), dove abbiamo assaggiato un menu degustazione di carne, davvero ottimo: tagliere di affettati misti, ravioli tipici al formaggio, grigliata di carne e dolce del giorno, con un prezzo davvero ragionevole (non ricordo esattamente, ma meno di 50 Euro in due)!
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La mattina abbiamo poi preso la strada panoramica che da Alghero porta a Bosa, uno dei borghi più belli d’Italia!

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Infine, tornati dalla nonna, abbiamo passato un pomeriggio a visitare Cagliari, il suo fascino da città portuale un po’ decadente e antica, il centro tutto in salita, la vista dal bastione San Remy, le vecchie case popolari, il cosmopolitismo..

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E con queste foto, diciamo addio alle vacanze estive, e rituffiamoci nella vita di tutti i giorni!

Buon settembre!

Bello e semplice come una limonata

Ci sono cose di una bellezza e di una semplicità disarmanti, come raccogliere i primi pomodori maturi, tornare dalla spiaggia e farsi la doccia all’aperto, addentare un acino d’uva direttamente dalla vigna, vedere un tramonto sul mare, stare fino a mezzanotte a chiacchierare, in una veranda, di storie degli anni passati. Ci sono posti e persone, che conosci da sempre, che sono casa tua, la tua famiglia, anche se per anni non li vedi, anche se non c’è nessun legame di sangue. In questi giorni sono a Portoscuso a godermi tutto questo, e a continuare la mia scuola di cucina, non pensiate!
La ricetta che vi suggerisco oggi però è così, bella e semplice, e racchiude i profumi dell’estate.

Limonata alla menta:
1 lt d’acqua
1 limone non trattato grande, o 2 piccoli
un ramettino di menta
2/3 cucchiai di zucchero

Mettete a bollire l’acqua con la menta, a parte togliete la parte gialla del limone e spremetene il succo. Quando l’acqua sta per bollire, mettete la buccia del limone, aspettate che bolla e togliete dal fuoco. La parte gialla deve stare in acqua una decina di minuti, per non lasciare l’amaro, quindi trascorso questo tempo filtrate il the che avrete ottenuto, aggiungete lo zucchero, e lasciate raffreddare. Solo quando la bevanda sarà quasi fredda dobbiamo aggiungere il succo di limone, per non disperdere tutte le sue proprietà. A questo punto basta mettere la bevanda in frigo, per ottenere una bevanda dissetante, che ci dia una carica di vitamine e minerali perfetta per reidratarsi dopo una calda giornata estiva.

Sardine marinate a Kala e Moru

Quando passi le vacanze per i tuoi primi 15 anni in un posto come la Sardegna, devo ammetterlo, ogni altro mare ti fa storcere il naso. Chiamatelo snobbismo, chiamatela puzza sotto al naso, ditemi che sbaglio, ma io la bellezza di questi fondali, unita al profumo della macchia mediterranea che arriva quasi fino all’acqua, non l’ho vista da nessun’altra parte. E sì che di viaggetti ne ho fatti, tutto sommato. Per questo oggi vi parlo del mio mare, di alcune spiagge che chi pensa “Sardegna = Costa Smeralda” non s’immagina nemmeno, delle famiglie che la domenica si trasferiscono con mezza cucina in una pineta, dove gli uomini iniziano immergendosi per prendere il pesce da cucinare e le donne stanno in spiaggia con i bambini, e il pranzo non è “qualcosa al volo”, leggero e veloce, ma un vero e proprio banchetto da impegnare la digestione almeno fino alle 6 di sera. Questo fine settimana l’ho passato a Kala e Moru, nella costa orientale del Golfo di Cagliari, e dato che non ci sono parole sufficienti a descrivere il paesaggio, vi lascio alcune foto!

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 La prossima è una ricettina squisita, ci permette di consumare il pesce azzurro, che costa una sciocchezza, fa benissimo perché ricco di Omega 3, e si trova in abbondanza nei nostri mari, quindi è anche sostenibile. IMG_4940  

Sardine fresche marinate:

  • 1 Kg di sardine freschissime
  • 2 limoni
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • olio EVO
  • prezzemolo tritato

L’unica cosa che può spaventare di questa ricetta, è la pulitura del pesce, che però non è nulla di difficile, se qualcuno ci spiega come procedere. Certo, sempre ci tocca pulire il pesce, non è la cosa più divertente e profumata da fare, è uno sporco lavoro, ma prometto che ne vale la pena. Per prima cosa, ci mettiamo con le nostre sardine al lavandino, prendiamo un coltellino dalla parte dove non taglia, e, sotto il getto dell’acqua fredda, togliamo velocemente le squame ai pesciolini, grattandoli leggermente sulla pelle, partendo dalla coda verso la testa. Bisogna essere leggeri, perché la pelle deve rimanere intatta.
 
Ora viene il lavoro sporco: prendiamo ciascun pesce, infiliamo un dito nella zona della branchia, facciamo una piccola pressione per rompere la spina dorsale e stacchiamo così la testa, chesi porterà dietro anche le interiora. Poi sempre con le dita seguiamo la spina del pesce lungo tutta la sua lunghezza, separando così la carne dei due filetti, che rimangono uniti fra di loro ma senza lische.
 
Infine, recidiamo la spina all’altezza della coda. Quando avremo pulito tutte le sardine, le sciacquiamo delicatamente sotto l’acqua fredda per togliere eventuali residui di interiora e le asciughiamo con la carta da cucina. Il resto è semplicissimo: creiamo una citronette mischiando il succo di due limoni, qualche cucchiaio d’olio EVO, aglio e prezzemolo tritati, un pizzico di sale (non troppo, il pesce contiene già quello che ci serve), e versiamo il tutto sulle sardine in modo che rimangano ben coperte. Copriamo bene e lasciamo riposare almeno 24 ore in frigo. Un tocco in più? Alla citronette possiamo aggiungere un pizzico di zenzero grattugiato, io trovo che dia un tocco esotico ad un piatto tipicamente mediterraneo!

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