la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Archivio per il tag “dolci”

Laura’s Pecan Tart per cuori spezzati

Suzanne Vega- Caramel

In questo periodo non viaggio molto, mio malgrado. Però ho un’alleata preziosa, che lo fa al posto mio. E che mi porta sempre quella cosa particolare,  quella prelibatezza proprio in linea con le mie curiosità e che, nella mia piccola città, non è di facile reperibilità.

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In questi giorni è arrivata da me con una storia di cuori spezzati e una confezione di noci pecan. Mi è sembrato giusto usare le noci per una torta dolce e consolante, di quelle che non si bada alle calorie (e con la prova-costume alle porte, lo so, si dovrebbe!) e ci si lecca letteralmente le dita quando si è finito di mangiare. Continua a leggere…

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The Very Inspiring Blogger Award e i trottolini farro, cranberry e latte di mandrole

Lucio Battisti – Pensieri e parole

Il drago parlante mi ha inviato un messaggio, per assegnarmi addirittura un premio! E non so davvero come ringraziarla, se non facendole sapere quanto siano state per me motivanti le informazioni che lei ci regala, per guardare con un occhio ancora più consapevole alla mia alimentazione (solo con un occhio, che qui vengo da una grigliata con gli amici che, mi dispiace, ma ha sepolto vive varie regole!) 

trottolini

 

 

Le regole del premio sono:award

  •  ringraziare la persona che ti ha nominato;
  •  elencare le regole e visualizzare il premio;
  •  condividere sette fatti su di te;
  •  nominare altri 15 blog e lasciare un commento per fargli sapere che sono stati nominati.
  • Optional: mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato.

Continua a leggere…

Una crema cocco e limone contro lo stress..

The Police- Every little thing she does is magic

Uff uff uff, se guardo la data dell’ultimo post mi vergogno e mi fustigo da sola, ma a mia scusa ci sono stati taaaaanti giorni intensi dal 13 febbraio ad oggi!

Non solo nell’associazione dove ho appena iniziato, non solo nelle collaborazioni che faccio con un’azienda per cui scrivo case study, non solo negli innumerevoli eventi di formazione che si sono sommati a tutto ciò, ma anche al Circolino a Trento, dove sono diventata la ideatrice-preparatrice di buffet 🙂

I ragazzi che lo gestiscono normalmente sono 4, giovani, bravi, divertenti, propongono serate sempre diverse, e, se avete da organizzare un evento e volete un buffet, beh, ci sono io 🙂 Hanno trasformato l’ambiente di quello che poteva essere un anonimo circolo tennis in un locale vintage, un po’ post industriale, con tanto legno, luci azzeccatissime e una colonna sonora sempre diversa e interessante!

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Ecco, quindi, spiegata la mia assenza! E anche oggi, il mio post serve a darvi una ricetta di quelle che non sono ricette, a dirvi insomma di fare un po’ tutto a occhio, perché così ho fatto più o meno io 🙂 Continua a leggere…

Cena di San Valentino in 1 ora e V-DAY ONE BILLION RAISING, vol.1

Buongiorno!!

Qui oggi siamo molto molto cariche, perché ben 3 sfide ci attendono questa settimana: sopravvivere a San Valentino, ballare per intero la coreografia del V-Day al Flash Mob che si terrà proprio il 14 febbraio, in Corso Rosmini, Rovereto alle 17.30 (ma anche in tanti altri posti, cercate la manifestazione più vicina a voi!), e sabato accogliere tutti i giovani delle città in un concerto al Palazzetto dello Sport. Insomma, una settimana piena.

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Da qui nasce l’idea dei post di oggi e domani. In due momenti, la sfida è organizzare una cena di San Valentino per persone impegnatissime, che si possa preparare in meno di un’ora, ma che sia gustosa, romantica, accattivante, e allo stesso tempo leggera, per lasciar spazio al dopo 🙂 Continua a leggere…

Cibi da foodblogger..

Bruce Springsteen- Waitin’ on a sunny day

Ci sono cibi che, nella mia testa, sono da foodblogger. Insomma, cibi che se non hai un blog di cucina forse non farebbero parte della tua routine, che mai ti verrebbe in mente di comprare gli ingredienti, aspettare, preparare quel giorno che sai che poi hai tempo di allestire un set, fotografare e scrivere e poi finalmente mangiare 🙂

Insomma, oggi per la prima volta dico a tutti voi che sono una foodblogger. Giusto sei mesi per prendere consapevolezza della cosa, che a me sto termine mi sa tanto di serio, e il mio blog mica è una cosa seria, lo faccio perché mi diverte!

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Vabbè, qui lo sapete, le identità sono in continua evoluzione. Allora, parliamo del mio banana bread da foodblogger? Continua a leggere…

L’insostenibile trasparenza dell’acqua

Brooke Fraser- Something in the water

Buon lunedì a tutte/i!

Una settimana dei nostri consigli per la dieta è passata, siete state/i tutte/i bravissime/i, e ora per me però inizia la fase difficile! Sì perché se parto sempre entusiasta, se all’inizio sono dura e pura, dopo poco tempo inizio a perdere gli stimoli, e qui la crisi da astinenza da cibo ammetto che si fa sentire.

Ma la cosa che faccio più fatica a fare, da sempre, è bere i famosi due litri di acqua al giorno! Quindi oggi mi chiedo, è davvero così difficile? E se lo è, allora è davvero necessario?

Vorrei qui fare un po’ di matematica: quanta acqua assumiamo normalmente in un giorno?

  • Té la mattina, 200 ml
  • Un bicchiere d’acqua durante la mattina, 150 ml
  • un bicchiere a pranzo, 150 ml
  • The a metà pomeriggio, 200 ml
  • Un bicchiere d’acqua a cena, 150 ml
  • Tisana prima di dormire, 200 ml.

Anche riuscendo a ritagliarmi questi momenti fissi in cui bevo ( e non sempre riesco, a volte mi dimentico), non arrivo nemmeno a un litro e mezzo d’acqua al giorno.

Poi però c’è la questione cibi. Quanta acqua contengono? Ed è qui che arriva la sorpresa: un piatto di verdure crude è composto per circa il 95% d’acqua! E quasi l’8% in più rispetto, per esempio, al succo d’arancia confezionato. Le mele invece, mio spuntino mattutino per eccellenza, contengono ca. 88 gr d’acqua per 100 gr di prodotto. ( fonte: i valori degli alimenti)

Così, calcolando un piatto d’insalata di ca. 150 gr e una mela di ca. 200 gr, già abbiamo più di 200 ml d’acqua assunti senza accorgersene! E poi c’è la frutta di metà pomeriggio, la verdura cotta, la cena, spesso composta da una bella porzione di zuppa e un’altra insalata.

Bisogna aggiungere che è inverno, sudiamo poco, le nostre vite spesso non sono in particolare movimento. Se beviamo troppo rischiamo di passare più tempo in bagno che al lavoro 🙂

Quindi, in regime dietetico, che vuol dire soprattutto in regime di alimentazione sana, non preoccupatevi di essere sempre attaccate al rubinetto!

Questo è un post strano, lo so, però trovo che disfarci di un po’ di “fisse”, che ci vengono inculcate dai libri di dimagrimento facile, sia un modo per viversi più serenamente la dieta, senza impazzire e organizzare la nostra vita solo in base a questa!

Buona giornata!!

Dolcini per allietare il weekend

Ciao a tutte/i!

Oggi post molto veloce e molto tardi, mi scuso, ogni tanto metto nella lista del “to do” un po’ troppe cose, e mi piacerebbe essere superwoman, ma ancora non ci riesco!

Quindi, oggi, tra pulizie e smontaggio dell’albero di Natale (penavo di farlo a fine mese, ma già che volevo fare pulizie approfondite…), un caffè con un’amica, di quelle che vorrei davvero vedere più spesso, e lavoro… Insomma, classica vita da donna, no? 🙂

E così sono qui, alle nove di sera, senza nemmeno una ricetta per voi!! Continua a leggere…

Progetto per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore.

James- Hello

Che film interessante! Non bello nel senso canonico, così lento, silenzioso, con questa fotografia bellissima, precisa, con delle luci perfette. Insomma, Sorrentino quasi non sembra un regista italiano. Vabbè, il video alla fine del post vi lascia la parte del film che mi è sembrata più simpatica, e nella quale mi sono piuttosto identificata. Ma soprattutto non spoilera nulla, per chi ancora dovesse vedere il film!

Bueno, hoy comienzo mi experiencia de traducción! Vamos que se puede, no es cierto?

Estos dias vì una película de Paolo Sorrentino, uno de los pocos directores italianos que me gusta: Las consecuencias del amor. Interesante, con buenas fotografías,  luces perfectas, diálogos precisos.. Se los recomiendo muchísimo! 

Ma parliamo di un altro amore, suvvia! Quello per la cucina, per le cose buone e per lo zucchero! Lo avrete capito ormai, io sono una da cose dolci. Sarà questo bell’acidume che mi serve da filtro quotidiano, a richiedere così tanto zucchero nella mia alimentazione?

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In questi giorni però ho dato il peggio di me. Ho fatto l’esperimento che finora avevo sempre rimandato. Ho ceduto al saccarosio e al burro in tutta la loro maestosa pesantezza (beh, no, ho visto ricette molto peggiori in giro, però insomma, se siete salutisti/a dieta/ attenti alle calorie o non mangiate latticini, ça va sans dire, andate da un’altra parte!). Continua a leggere…

Te diré mas; yo creo que el sentido de culpa le agrega otro sabor al pecado.

Mario Benedetti dice che il senso di colpa dà più sapore al peccato. Sarà anche così, ma ogni volta che mangio troppo o male, cosa che, mio malgrado, succede piuttosto frequentemente, i miei sensi di colpa si fanno sentire, eccome!
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Ma che ci posso fare, se amo i dolci (e non solo quelli) e mi diverto a cucinare?

Facile, faccio un crumble!!

Sì, perché è fatto con tanta frutta, quindi abbastanza light, è veloce, si declina in mille modi, ma soprattutto è buonissimo!

Ci sono varie versioni, ma oggi, presa appunto dai sensi di colpa del post-week-end, ne ho fatta una vegan-sugarfree e con pochissimi grassi. L’ho assaggiata quasi titubante, ma mi ha stupito!

Crumble del peccato:

500 gr frutta fresca (in questo caso prugne)

1 cucchiaino di malto d’orzo

cannella a piacere

50 gr di nocciole tritate grossolanamente (al coltello, nel mixer perderebbero tutti gli olii, non facciamo i pigri!)

75 gr di farina semintegrale

1 cucchiaio di miele (ho usato del miele di lavanda sardo, ma fate come preferite)

1 cucchiaino di olio di semi bio spremuto a freddo (non di quello per friggere, sennò che salutismo è?! piuttosto olio EVO, ma il sapore nei dolci non piace ad E., quindi io lo evito)

Prepariamo la frutta lavata e tagliata a pezzetti piuttosto grandi, la mischiamo con il malto e la cannella e la versiamo in una pirofila.

In una ciotola mescoliamo nocciole, farina, miele e olio. deve diventare un composto sabbioso, quindi aggiungete olio se troppo farinoso, farina se invece vi risulta appiccicoso. Sbriciolate questo impasto sulla frutta fino a coprirla bene e infornate a 180° fino a quando le briciole non saranno belle dorate!

Servite tiepido o freddo, anche se io lo assaggio sempre quando è ancora da ustionarsi la lingua!

Variazioni sul tema: Tiramisù al pistacchio

The way we were – Barbara Streisand

Beh, non so voi, ma qui, purtroppo, è già successo: l’estate è finita, con questa settimana. Ti alzi e, nonostante il sole brilli, l’aria è fresca. L’abbronzatura guadagnata in ore sulla spiaggia se n’è già andata via, i vestitini estivi giacciono nell’armadio, le gente è già stufa e nevrotica per il lavoro (o per la sua assenza), le scuola ricominciano. Insomma, un dramma.

Oggi quindi, mi metto la colonna sonora. Eh perché la malinconia da fine estate non è malinconia di fine estate senza colonna sonora.

September song – Billie Holiday

 Devo dire la verità, questo post è stato calorosamente suggerito da degli amici che hanno cenato con noi l’altra sera.

C’è una vera e propria venerazione per il tiramisù, in questa piccola famiglia, quindi sono stati invitati appositamente per celebrare al meglio dei savoiardi di Fonni, dolci tipici riportati dal mio viaggetto estivo in Sardegna. Sono savoiardi giganti, morbidi ma molto meno spugnosi di quelli classici da supermercato.

Ma questa venerazione che vi dicevo, implica grandi responsabilità: fallire il tiramisù con loro, proprio con loro, capite la vergogna? Per di più hanno da poco saputo del blog, quindi l’onta sarebbe stata incancellabile: “parli di cucina e non sai fare un tiramisù? Vergogna!”

 September in the Rain – Sarah Vaughan

Beh, invece, come vi dicevo, hanno suggerito il post, hanno suggerito il titolo, hanno spazzolato il tiramisù nel piatto e se ne sono portati pure a casa una teglia, e mi hanno perfino benedetto 🙂

La ricetta del tiramisù è personalizzabile e variabile e coniugabile in mille modi, e quel giorno la mia variazione sul tema è dipesa dalla ingombrante (nel senso che me ne volevo liberare) presenza, in dispensa, di pistacchi da sgusciare  francesi e da una crema di pistacchi trovata in offerta al supermercato, ma tutto sommato abbastanza artigianale.

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Tiramisù contro la malinconia:

250 gr di Savoiardi di Fonni

250 gr di mascarpone

100 gr di zucchero

2 tuorli d’uovo freschissimi

2 cucchiaini di pasta di pistacchi di Bronte

ca. 4 tazzine di caffè da moka

cacao in polvere

granella di pistacchi

Per prima cosa si montano i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un bel composto spumoso, a cui aggiungere poco per volta il mascarpone ed infine la crema di pistacchi. Poi io mescolo 2 cucchiaini di cacao in polvere nel caffè e inizio l’assemblamento: uno strato sottile di crema, i savoiardi leggermente imbevuti nel caffè, uno strato più abbondante di crema, altri savoiardi imbevuti un po’ di più nel caffè, altro strato di crema. Al momento di servire, si cosparge con cacao in polvere e granella di pistacchi et voilà! Godimento assicurato e malinconia evitata (o momentaneamente allontanata per far posto ai sensi di colpa, vedete un po’ voi!).

 

 

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