la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Asparagi selvatici e ricotta di pecora come augurio di Pasqua

Joss Stone ft. John Legend- Tell me something good

Al limite massimo per darvi un’ispirazione, oggi vi racconto di una torta salata nata dalla fretta e dalla necessità, ma buonissima, grazie agli ingredienti che arrivano tutti dalla terra della mia nonna.

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Mio papà è arrivato giovedì, dopo un mese trascorso in Sardegna a far compagnia a sua mamma. Credo che la macchina, una station wagon bella spaziosa, fosse stipata fino all’ultimo millimetro, manco ci fosse un trasloco. Infatti la quantità di prelibatezze che mi sono portata a casa va, come minimo, triplicata per tre. Arance e limoni colti dall’albero prima di mettersi in viaggio, erbe aromatiche, dolci di ogni tipo, mirto nuovo, vino, carciofi, formaggio, salsiccia, saba, e sicuramente dimentico qualcosa. Un vero e proprio bottino (eh sì, in fondo siamo proprio gente del Sud, la mia metà svizzera impallidisce di fronte a queste scene!).

E tra tutto questo, quasi due chili di ricotta di pecora fresca e cremosa, presa dal caseificio vicino a casa il giorno della partenza, con un profumo e una consistenza che, qui in Trentino, sarebbe meglio dimenticarsi!

Mangiata con una fetta di pane e miele, era la mia colazione d’estate.. Ma ieri, nell’ora e mezza di pausa pranzo che mi sono ritagliata da una corsa di qua a una di là, con la pasta madre che mi guardava dal frigo tutta arrabbiata perché trascurata, ho messo insieme tutto!

Ho rinfrescato la pasta madre, e ne avevo davvero troppa in esubero. Ho pensato alle farine del Molino Grassi, che oggi è l’ultimo giorno per dare il mio contributo con una seconda ricetta al loro contest “ImpastandosImpara”. Mi sono ricordata del barattolone di asparagi selvatici sott’olio che ho in dispensa dall’estate scorsa. Ho unito al tutto anche il pranzo, che avevo bisogno di qualcosa di energetico!

Ed ecco questa ricetta, nata in mezz’ora, ma perfetta per Pasqua, per un picnic fuori porta, in mono-porzioni da golosi, o come antipasti di famiglie più numerose.

Torta salata ricotta di pecora e asparagi selvatici, con esubero di pasta madre e farina Einkorn del Molino Grassi:

Per la pasta brisee:

  • 150 gr di licoli (da sostituire semplicemente con 75 gr di farina e 75 d’acqua, se non avete la pm)
  • 150 gr di farina Einkorn
  • 50 gr di olio evo
  • 5 gr di sale
  • un cucchiaio d’acqua

Per il ripieno:

  • 150 gr abbondanti di ricotta di pecora
  • un uovo
  • una macinata di pepe e un pizzico di sale
  • un vasetto di asparagi selvatici sott’olio (o un po’ di asparagi verdi lessati ma ben croccanti, in caso non siate così fortunati da trovarne)

La ricetta, è un semplice mettere insieme gli ingredienti, che se sono buoni il risultato viene da sé: mescolare licoli e farina, poi aggiungere olio e sale ed impastare (se troppo secco, aggiungere un cucchiaio d’acqua). il risultato è un panetto bello omogeneo. Lavorare con una forchetta la ricotta con l’uovo, il pepe e il sale. Accendere il forno a 180°C. Spolverare una spianatoia con della farina e stendere la pasta. Con queste dosi ho ottenuto 4 crostatine mono-porzione e una teglia da due, ma sicuramente sarebbe bastata per una crostata di 26 cm di diametro. Quindi coprire le nostre teglie con l’impasto, stendere la base di ricotta, coprire con gli asparagi sott’olio lavati e sgocciolati e infornare per 25 minuti.

Passate delle bellissime feste, mi raccomando!!

Con questa ricetta partecipo al contest del Molino Grassi

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2 pensieri su “Asparagi selvatici e ricotta di pecora come augurio di Pasqua

  1. Nondisolopane in ha detto:

    Che meraviglia!!! me la immagino davvero la macchina stipata di tutto quel ben di Dio per portarsi a casa un pezzo della propria terra e dei propri affetti! grazie per questo tuo contributo, anche dalle mie parti nascono gli asparagi selvatici ed hanno un sapore inimitabile, la ricotta di pecora la posso solo immaginare 😉

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    • Grazie mille! Credo che in ogni famiglia italiana eventi del genere succedano, siamo migranti per natura :), però rimane bellissimo il rapporto con la nonna, che ci dona il suo affetto da lontano preparandoci cose che noi poi consumiamo per i mesi seguenti, con grande riconoscenza!

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