la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Do I contradict myself?

Carlos de Sarli e Alberto Podesta- Nada

/Very well then I contradict myself,/(I am large, I contain multitudes.) Walt Whitman (che lo conosco solo per questa bellissima frase e, lo ammetto, grazie a Breaking Bad (parentesi nella parentesi, da quando è finito sono ancora in lutto) chiudo le due parentesi).

Arriva il Natale, care e cari miei, ve ne siete accorte/i? Io oggi ci sbatterò la faccia, sacrificandomi e andando a bere il primo brulè della stagione con la mia amichetta! Eh sì, gran sacrificio! 🙂

Sono in uno stato di eccitamento notevole in questi giorni, perché stanno succedendo un sacco di cose. La più importante, la scoprirete nei prossimi giorni proprio su queste pagine, quindi, come si dice… stay tuned!

sushiparticolare copia

La seconda più importante, è che bisogna iniziare a preparare i biscotti di Natale, unica tradizione personale che ormai osservo da qualche anno! Quindi vi invito, nei commenti (forza, su, commentatelo sto blog, che mi sembra di esser qui sempre a parlar da sola!) a dirmi quali sono i vostri biscotti natalizi preferiti! Io ne provo sempre di nuovi, ma credo che l’abbinata pistacchi-cioccolato sia la preferita dei più!

Oggi inoltre riniziano le lezioni di tango, sospese da quasi un mese, quindi bisogna entrare nel mood (da qui la colonna sonora di oggi)!

Infine la quarta cosa importante (ce ne sarebbero altre, ma suvvia, anche io ho diritto alla mia privacy, giusto?) è il laboratorio che la mia amica Francesa de La tana del riccio terrà lunedì prossimo in occasione della settimana di Rovereto Green, e a cui io non mancherò di certo!

Bene, ora una ricetta, che quasi mi vergogno. Mi vergogno per vari motivi (oggi sono una persona da elenchi, si vede che imparo a organizzarmi 😉 ):

  1.  Non ho mai assaggiato la “versione originale”, ovvero non sono mai stata là, dove è nata.
  2.  I veri professionisti, ci impiegano 3 anni (no dico, 3 ANNI) solo per imparare come cuocere il riso.
  3.  Non mi sono presa nemmeno la briga di comprare tutti gli ingredienti originali necessari, che qui l’aceto di riso costa più di un buon vino, e io preferisco comunque un buon vino!
  4. Le versioni in rete non si contano, con video tutorial, consigli in ogni lingua, immagini. Ecco, io la tengo sul casalingo, come sempre!

Ora, l’avrete intuito, parliamo della moda del momento, il cibo che sta mandando in crisi la biodiversità marina, quello che tutti amano: il sushi! Alla faccia del green, ma managgia, è proprio buono! Una volta ogni tanto, dai…

Sarà per la salsa di soya (sono sicura che dentro c’è qualcosa che crea dipendenza), sarà che il pesce crudo io lo mangiavo anche da piccola, quando al mare papà mi dava il riccio di mare direttamente dal fondale, sarà che è proprio bello, esteticamente. Ma qui il sushi lo adoriamo!

sushi

Sushi per 3:

  • 300 gr di riso per sushi
  • 400 gr di acqua
  • 40 gr di aceto di mele
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 200 gr di filetto di salmone freschissimo
  • 1 carota
  • 1 avocado maturo
  • 6 fogli di alga nori
  • zenzero marinato a piacere

Come vi dicevo, i cuochi giapponesi del sushi impiegano 3 anni per imparare a cuocere il riso. Dubito però che i cinesi che solitamente preparano sushi nei nostri ristoranti siano così esperti, ed essendo quello il mio riferimento, direi che in mansarda abbiamo raggiunto un livello decente in 4 o 5 tentativi. SI sciacqua il riso sotto l’acqua fredda fino a quando non ha perso tutto l’amido e quindi l’acqua non diventa limpida. Poi si mette a cuocere in un pentolino con il fondo spesso, a fuoco vivo, finché l’acqua non bolle, e poi abbassando al minimo il fuoco e coprendo la pentola col coperchio, per circa 13 minuti o comunque fino a quando non ha assorbito tutta l’acqua. Nel frattempo si scaldano aceto, zucchero e sale per sciogliere bene lo zucchero. Qui un video ben fatto che spiega le varie fasi.

Quando il riso è cotto lo mettiamo in una ciotola larga e lo rigiriamo delicatamente perché prenda aria (perché abbiamo tutti a casa un ventaglio per riso da sushi, no?), e incorporiamo il composto d’aceto, sempre mescolando. Lasciamo raffreddare e compriamo con un panno umido.

Intanto prepariamo gli ingredienti del ripieno puliti e tagliati a bastoncino. Il filetto di salmone (per favore, pescato, freschissimo, abbattuto per almeno 48 ore in freezer), oltre a essere spellato, andrebbe deliscato. Donne, prendetevi una pinzetta, disinfettatela per bene, con i polpastrelli toccate la polpa del pesce, e spinzettate le lische come fareste con le vostre sopracciglia. Lo so, non è una metafora sexy, ma vi assicuro che è proprio così. Carote e avocado sono più semplici, sia da pulire che da tagliare.

A questo punto si assembla il tutto, e no, lo ammetto, non è proprio easy breezy! Prima di tutto, consiglio di avere lo stuoino di bambù, quello sì è comodo. Poi una ciotola d’acqua ed un coltello molto affilato. L’acqua serve sia per bagnare le mani che il coltello, quando vengono a contatto con il riso. Sembra una sciocchezza, ma è l’unico modo per non far appiccicare quantità industriali di riso alle mani o per permettere al coltello di tagliare i maki.

Prendiamo l’alga nori intera, per fare i futomaki (quello con più di un ingrediente) e la mettiamo sullo stuoino.  Sull’alga stendiamo un sottile strato di riso, lasciando ca. un centimetro vuoto nella parte superiore. Nella parte bassa, dopo il riso stendiamo un bastoncino di pesce, uno di carota e uno di avocado, per tutta la lunghezza dell’alga. Poi arrotoliamo il tutto, aiutandoci con il bambù, partendo dal basso, stringendo bene, e bagnando l’alga rimasta vuota per sigillare il tutto. Ci vuole solo un po’ di manualità. A questo punto con il coltello bagnato tagliamo a metà il cilindro ottenuto, e da ogni sezione ricaviamo 3 pezzi uguali.

Per gli hosomaki, che hanno solo un ingrediente all’interno, usiamo invece solo mezza alga nori e quindi otteniamo, con lo stesso procedimento di prima, un rotolino più piccolo.

E quando avete preparato tutto, beh, inforcate i bastoncini, mettete la salsa di soya e un po’ di zenzero marinato nei paraggi, e buon appetito!

P.s.: noi facciamo sempre una tazza di zuppa di miso, che scalda lo stomaco e fa bene!

P.p.s: questo post vince in numero di parole e diparentesi, sorry!

 

 

 

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13 pensieri su “Do I contradict myself?

  1. Emiliano in ha detto:

    Il sushi è un universo, esotico ed erotico. Anche goderne di un solo angolo riempie di un enorme piacere!

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  2. mamma mia, post a luci rosse! beh, mi vengono in mente quei famosi servizi di body sushi, che poi sono stati rovinati da una scena di sex and the city (il film), ma qua so che tu, da uomo, non sai di cosa sto parlando 🙂

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  3. Mara in ha detto:

    Io ci aggiungo il sesamo!! (ma lo metterei dovunque in veritá!)

    P.S.: adesso che l’hai chiesto cominceró a commentarti tutti i post :p

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  4. Mara in ha detto:

    Se fai i California roll é lo stesso procedimento ma metti l’alga all’interno e il riso all’esterno e poi stendi il rotolo sul sesamo! (o anche col cumino é buono!)

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  5. elisa in ha detto:

    Breaking Bad e`stato anche per me un grande amore.
    Cerca di elaborare il tuo lutto.
    Io ho trovato la forza di rialzarmi grazie ad Homeland.
    Ti sono vicina.

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    • eh, ma no, Homeland non mi coinvolge a tal punto…. non mi dispiace, chiaramoci, ma ad esempio Scandal mi sta prendendo di più… ma come Breaking Bad, non ce n’è…

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      • Nadia in ha detto:

        Io mi sono lanciata con the newsroom, dove il protagonista (jeff Daniels) è stato in grado di soffiare l’ emmy proprio a bryan cranston…però è lutto anche qui 😦
        Per il jappofood…..devo dire che a me il salmone crudo proprio non piace…preferisco il tonno, con l’avocado in maki ma anche,anzi :soprattutto sashimi!! Bye!

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      • Non starò qui a parlare di quanto ami il sashimi di tonno, soprattutto quando amici sardi vanno al porto la mattina, comprano un tonno dai pescatori, salgono su un aereo il pomeriggio e la sera lo abbatto io personalmente in freezer! ( a casa nostra regalar fiori è considerato out, mio padre era fiorista 🙂 )!proverò newsroom, proverò!

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  6. Miñi Miñi in ha detto:

    Yo quiero aprender a hacer galletas de Navidad!! de jenjibre!!

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  7. Pingback: Involtini di gallinella con pesto di foglie di cavolo e con contorno di cavolo romano gratinato alle nocciole | la cucina ribelle

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