la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Can’t you see that it’s just raining/ Ain’t no need to go outside…

Insomma, ero già depressa all’inizio dell’autunno, dopo 2 settimane di brutto tempo io e le mie 7 personalità siamo arcistufe!!  Si sognano fughe romantiche in città d’arte, ristorantini intimi, un volo oltreoceano… Insomma, la fuga!

E invece siamo qui, con la valigia di E. da preparare, che lui sì, se ne va, ma fra scioperi e lavoro, quindi non lo invidiamo!

Allora serve qualcosa che ci renda felici di iniziare la giornata.

La musica fa sempre bene allo spirito, no?

Ma il cibo fa anche meglio 🙂

Domenica scorsa ci siamo concessi una colazione con calma, da preparare (fotografare) e gustare con pigrizia, tanto con quel tempaccio… E poi è un po’ una colazione da film, di quelle che saranno pure il prodotto di una americanizzazione della nostra cultura, ma se presa nel modo giusto, è pur sempre arricchimento culturale, no?

pancake

Pancakes integrali allo sciroppo d’acero:

  • 30 gr lievito madre liquido non rinfrescato
  • 50 gr farina integrale
  • 50 gr farina 0
  • 150 ml di latte (ca)
  • 1 uovo
  • 20 gr zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • un filo d’EVO per la cottura
  • sciroppo d’acero per guarnire

Iniziamo la sera prima, che la mattina si vuole essere pigri, anzi di più, e lo sforzo deve essere minimo!

Mescoliamo le farine con il lievito madre, il latte a temperatura ambiente, poi aggiungiamo l’uovo leggermente sbattuto, lo zucchero e il sale. Il risultato deve essere una pastella densa, molto più densa di quella delle crepes per intenderci. Diamo una bella mescolata di frusta energica e poi mettiamo in frigo coperto da pellicola per la notte.

La mattina dopo scaldiamo un padellino antiaderente con un filo d’olio, preleviamo un mestolo di composto e lo versiamo al centro: se la consistenza è giusta si formerà da sola una bella frittella tonda, alta quasi 1 cm. Se la prima però vi si “spatascia” troppo, (spatasciare: termine tecnico ddi assoluta professionalità, che implica l’appiattimento informe di un composto alo stato semi-liquido) assomigliando appunto più a una crepe che a un pancake, non vi preoccupate, aggiungete un po’ di farina al composto e vedrete che il successivo sarà perfetto! Dopo qualche minuto di cottura, il composto diventerà traslucido e pieno di bollicine: questo è il momento di girare il pancake! un altro minuto di cottura sul secondo lato,  e potrete passare a cuocere il prossimo.

A questo punto non vi resta che inondarli di sciroppo d’acero, o marmellata, e fare una buona colazione! Noi lì abbiamo accompagnati con un bel the e una centrifuga mela-carota-finocchio-zenzero.

Con queste quantità vengono ca. 4 pancake, per una colazione romantica. Se avete nanerottoli per casa quindi moltiplicate le dosi in base alla loro famelicità.

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2 pensieri su “Can’t you see that it’s just raining/ Ain’t no need to go outside…

  1. Prima cosa: quanto mi piace Jack Johnson!
    Seconda cosa: mi dispiace per sabato scorso, stavo cercando di contattare un’amica che è mesi che non vedo.. ma oggi ci vediamo!
    Terza cosa: boni i pancake! Non li ho mai fatti con la pasta madre!

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  2. 🙂 beh, un surfista musicista hawaiano… insomma, un sogno! 🙂 il lievito credo serva a differenziarli dalle crepes, no? anche solo come riciclaggio di esuberi comunque mi piace! poi ho un dubbio, con cosa sostituisci le uova nelle ricette? beh, magari ne parliamo dopo! (per la sett scorsa figurati, ti ho vista al telefono!)

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