la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Imparare ad aspettare

Sono giorni di non cucina, questi, dove si fa vita sociale,  si mangia quel che c’è in frigo, non si pensa troppo o non si ha l’occasione di fotografare… però c’è una cosa, che faccio con passione, che faccio per necessità, che poi regalo e la famiglia è felice: il pane!
IMG_6007

Dalla Sardegna sono arrivati ben 15 Kg (sìsì, non scherzo, non sbaglio: 15 Kg) di semola di grano duro, presa in due mulini diversi, che però va consumata. E poi c’è lei, croce e delizia di molti amanti delle cose buone, nuova moda e ritorno alle origini, che quando ce l’hai diventa una di casa, che la tratti come un animale domestico, se non come un figlio: la pasta madre!

Quando La tana del riccio me l’ha spacciata, ormai un anno fa, era solida e profumata. Ne abbiamo passate tante insieme: l’ho coccolata, poi trascurata, lei si è arrabbiata, puzzava, le ho fatto il bagnetto, non guariva, l’ho trasformata in li.co.li, l’ho congelata, l’ho resuscitata. E con lei ho fatto pane, pizza, focacce, torte, brioches, quiches, insomma, come tutte le relazioni, più ci si impegna più da soddisfazione.

Ho imparato a usarla soprattutto grazie al gruppo della Pasta Madre su Facebook, e la ricetta di questo pane è la mia interpretazione di quella di Claudio ed Eva.

Pane di semola di grano duro:

150 gr di li.co.li

1 kg di semola di grano duro rimacinata

600 gr ca. di acqua (dipende sempre dall’umidità della farina e dell’aria)

2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva

15 gr di sale
Prima di tutto rinfresco la mia pasta madre, che è idratata al 100%, ovvero ha la stessa quantità di acqua e farina, e la faccio raddoppiare. Dopo ca. 3 ore, setaccio la farina e la unisco a 550 gr di acqua, la impasto velocemente senza preoccuparmi troppo del risultato e la lascio riposare almeno mezz’ora.

A questo punto unisco la mia pasta madre e impasto a lungo. Unisco sale e olio all’acqua che mi rimane e aggiungo lentamente, cercando di far penetrare bene tutto. Bisogna ottenere un impasto bello morbido, liscio ed omogeneo.

Lo metto quindi a riposare un’oretta, in una ciotola, coperto da pellicola trasparente, poi lo riprendo in mano e faccio le pieghe. Se non l’avete mai fatto, questo video mostra come fare, è più facile farlo che spiegarlo! Questo passaggio è importante perché permette all’impasto di essere più forte, lievitare meglio e in cottura gonfiarsi per bene, al posto che svilupparsi in larghezza!

Dopo di che dobbiamo imparare ad aspettare, dobbiamo imparare a guardare e non far nulla. Mica semplice! Ci vogliono almeno 8 ore perché l’impasto raddoppi, e la temperatura ideale sarebbe di ca. 28 gradi, che  si possono creare nel forno tenendo la lucina accesa.

Quando l’impasto è raddoppiato lo ribaltiamo delicatamente dalla ciotola su una spianatoia infarinata e diamo la forma di una bella pagnotta tonda, e lascio riposare due ora ca.

A questo punto rimane la fase finale, la cottura. Accendiamo il forno a 220 °, mettendo dentro una ciotola d’acqua. Il vapore che si crea permette che l’esterno del pane rimanga morbido più a lungo e, non facendo la crosta, lasci lievitare ed aumentare di più l’interno. Quando il forno è caldo incidiamo una bella croce profonda sulla pagnotta (deve aprirsi per bene, così saprete che l’impasto è ben lievitato) e la inforniamo. Dopo 25 minuti possiamo togliere il pentolino d’acqua ed abbassare la temperatura a 200 °. Infine, passata un’altra mezz’ora, apriamo leggermente lo sportello del forno per far uscire il vapore residuo, giriamo il pane da sotto in su, e cuociamo così altri 15 min, finché la crosta non sarà bella dorata. Se avete dubbi sulla cottura, Claudio dice che un metodo infallibile è “bussare”  sul fondo del pane, se produce un rumore sordo è cotto.

E sarà buonissimo E in casa ci sarà un profumo d’altri tempi. E tutti vissero felice e contenti.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

2 pensieri su “Imparare ad aspettare

  1. Wow! Questo pane dev’essere buonissimo! Quello di semola di grano duro è tra i nostri preferiti, ma è proprio vero che ogni forno è diverso.. io in genere (metà impasto) lo cuocio mezzora al massimo!
    Complimenti anche per la foto, davvero bella!

    Mi piace

    • eh ma metà impasto dimezza quasi i tempi di cottura! però sì, è vero, le cotture cambiano proprio da forno a forno! per la foto ho usato il tuo trucchetto, sto migliorando, ma non sono ancora soddisfatta! 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: