la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un’abitudine..

…scriveva M. Proust.

Nella vita di tutti giorni siamo così abitudinari, per sopravvivenza, che spesso uscire dai soliti schemi richiede un atto di volontà preciso, coordinato, consapevolmente scelto. Anche per voi è così faticoso? Il fatto è che se poi non lo faccio, inizio spesso a sentirmi soffocare, da queste abitudini..

Per questo lunedì scorso E. mi ha detto: e se invitassimo a cena loro? Loro sono Lisa e Fabio, maestri di tango che seguiamo da qualche anno, ma che proprio ora hanno fondato la loro associazione (per i trentini, questo è il loro sito).  Ma sono soprattutto quelle persone che ti fanno sentire a tuo agio, perché chiacchierano di tutto con tutti, o forse solo perché ci piacciono più o meno le stesse cose. Sta di fatto che sono saliti fino alla mansarda, e abbiamo passato una serata davvero piacevolissima!

Oltre agli ospiti nuovi, però, da donna coraggiosa quale sono (non sapete le ore di dubbi che mi assalgono in questi casi!) ho scelto anche un menù, diverso e consapevole. Niente carne, perché qui si cerca di consumarne il meno possibile, ma non volevo nemmeno ricadere nel “solito”: un piatto di pasta era troppo semplice, un risotto lo vedo come troppo autunnale, il curry di verdure e legumi, a fine estate ormai mi ha un po’ stufato!

Quindi, il menù è stato decisamente fusion, per usare un termine ora in voga!

Babaganoush mediorientale accompagnata da Carasau sardo, seguita da riso integrale e verdure saltate nel wok, con dei fantastici bastoncini di tofu e alga nori, idea presa da La tana del riccio, dove Francesca mi tiene motivata a rendere il mio stile di vita più sano e sostenibile, con gusto!
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Ma cos’è la Babaganoush? Una salsa di polpa di melanzane, un dip semplicissimo, soprattutto per chi ha la mania del frullatore a immersione, come la sottoscritta 🙂

Ingredienti:

1 melanzana tonda

2 cucchiai di tahine (crema di sesamo, si trova in tutti i negozi di alimenti biologici o nei minimarket etnici)

1 spicchio di aglio

il succo di un piccolo limone

olio EVO, sale e pepe q.b

Per prima cosa ho sbucciato la melanzana, in modo che non avesse più il caratteristico sapore amaro, e l’ho messa in padella con un filo d’olio. Mentre cuoceva, ho continuato ad aggiungere acqua perché non si attaccasse, finché non è diventata morbida. Unico trucco, l’acqua va aggiunta poco per volta, non deve penetrare nella melanzana, solo impedire, come dicevo prima, che si attacchi, per avere una bella crema consistente! A questo punto, semplicemente, ho unito tutti gli ingredienti nel mixer e frullato fino a ottenere una salsa dalla consistenza densa, ma spalmabile!

Poi ho messo nella mia bella ciotolina cilena di Pomaire e ho decorato con paprika dolce ungherese e prezzemolo! Come vi dicevo, il fusion quella sera ha fatto da padrone 🙂

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3 pensieri su “è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un’abitudine..

  1. Ma che bel post!
    Grazie mille di avermi citata e complimenti per il menù.. adoro il riso integrale al wok con le verdure.. è uno dei miei piatti preferiti!
    “è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un’abitudine..”
    Frase bellissima e verissima..

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  2. Dimenticavo.. allora quand’è che facciamo due blog-chiacchiere? 😉

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