la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

I biscotti con una storia: papassinas

Continuo con le ricette dei dolci sardi, e oggi parliamo delle papassinas. Dal sito http://www.sunuraghe.it traggo una piccola spiegazione dei dolci, che non sono certo tipici del periodo estivo, vista la loro ricchezza, ma diciamo che ci si può iniziare ad esercitare adesso, per essere bravissimi nel momento opportuno!
“Fino a pochi anni fa, papassinos e papassinas servivano per decorare il “tavolo dei morti”, preparato nella notte tra il 1° e il 2 novembre in occasione della ricorrenza dei defunti.
La tavola ritualmente apparecchiata veniva associata all’annuale ritorno dei morti, la ciclica visita dei trapassati: in quella notte si credeva che i morti tornassero a far visita ai vivi, ai parenti ed agli amici.
Oltre agli ingredienti, altra costante di is papassinas è l’aspetto a forma di rombo, figura geometrica con tutti i lati uguali, paralleli a due a due, con coppie di angoli acuti e ottusi.
Nel mondo dei simboli, la figura quadrangolare rimanda alla terra, in antitesi col cerchio della volta celeste; indica l’esistenza terrena, immutabilità e integrazione. Il rombo è il principio creativo femminile, rimanda alla Dea Madre, alla terra che dà vita ed al sepolcro che accoglie i corpi al cessare della vita. A volte, il rombo, scomposto in triangoli nel segno grafico dello zig-zag, decora le domus de Janas, tombe scavate nelle rocce in Sardegna e in quelle neolitiche di altri territori. Nell’ingresso-grembo dei sepolcri dipinti di ocra rossa si entrava, deposti in posizione fetale, in attesa della successiva uscita e rinascita.” (tratto da: http://www.sunuraghe.it/2010/sapere-e-sapori-is-papassinas-de-su-sulcis-gli-ingredienti-del-ricordo )
IMG_5111

Quella che segue è la ricetta che zia Luisa ha scovato, sperimentato, aggiustato e insegnato, perché in famiglia la passione per la cucina è una cosa notevolmente diffusa!

Papassinas
500 gr di farina
2 uova
175 gr di burro
175 gr di zucchero
buccia di 1 limone
buccia di 1 arancio
1 bicchiere di saba (mosto cotto)
200 gr di noci e mandorle tritate
250 gr di uva passa ammorbidita in acqua calda
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di Saporita (mix di spezie, composto da coriandolo, cannella, semi carvi, chiodi di garofano, noce moscata, anice stellato)

per la glassa:
zucchero a velo
acqua bollente
codette colorate

Mescolare la farina, la frutta secca macinata, il lievito, la buccia di limone e arancio grattugiate, l’uva passa, la saporita e fare la classica fontana. Al centro mettere lo zucchero e il burro a pezzetti, fare uno sfarinato ed alla fine aggiungere le uova e il bicchiere di saba. Qui va fatto un appunto: personalmente amo molto il gusto della saba, quindi per ottenere dei biscotti molto profumati preferisco mettere delle uova piccole ed aggiungere quanta più saba l’impasto riesca ad assorbire, poco alla volta, in più tempi. Impastare velocemente, per non sciogliere troppo il burro, creando una palla omogenea. Far riposare in frigo per almeno 1 ora, poi stendere ad un’altezza di circa 3-4 mm, e se si vuole ottenere la forma classica, con una rotella ritagliare delle losanghe, dei rombi, oppure si possono fare delle forme a piacere. Cuocere in forno a 180 °C per circa 10-12 min, fino a che abbiano un bel colore bruno.
Una volta raffreddati i biscotti, si possono decorare con la glassa, che io faccio semplicemente aggiungendo dell’acqua bollente allo zucchero a velo e mescolando fino ad ottenere un bel composto cremoso. Aggiungere delle codette colorate ed ecco i dolci tipici della festa dei morti!

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Un pensiero su “I biscotti con una storia: papassinas

  1. Emiliano in ha detto:

    sono dei biscotti fantastici.

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