la cucina ribelle

Datemi un forno e cambierò il mondo

Maestrale e ciambelle

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Quando ero piccola, dal ritorno dalle vacanze estive fino a Natale, la colazione era sempre la stessa: una tazza di caffelatte con le ciambelle di nonna! Sono dei biscotti che più semplici non si può, una pastafrolla leggera al limone con la marmellata a unire due fiorellini morbidi e fragranti che si sciolgono in bocca. Stamattina nonna e io li abbiamo fatti insieme, mentre fuori dalla veranda soffiava il maestrale e lei mi raccontava dei suoi 8 fratelli, di come impastavano 25 kg di farina per farsi il pane, di come la minestra con la fregola (di cui vi racconterò più avanti) lei non la mangia mai, perché in tempo di guerra mangiava sempre solo quella.

Questa è la porzione per la famiglia, che come ho già detto era piuttosto numerosa, ma si possono congelare e poi scongelare di settimana in settimana, senza che perdano nemmeno un po’ di profumo. Oppure fare metà dose, ma vi avviso, il rischio di rimanere insoddisfatti è alto :).

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Ciambelle sarde:

  • 1,2 kg di farina 00
  • 400 gr di burro
  • 400 gr di zucchero
  • 4 uova
  • la buccia di un limone grande grattugiata
  • 1 bustina di lievito per dolci

Unire il burro a pezzetti alla farina e al lievito, creando uno sfarinato sabbioso, poi aggiungere lo zucchero e la buccia del limone, e creare la classica fontana. Nel centro inserire le uova e iniziare a impastare, fino a creare una palla omogenea. La porzione di burro è minore che in una pastafrolla normale, quindi non si deve avere la fretta di lavorarla che di solito questo impasto richiede, nonna anzi lo lavora a lungo, lasciando che il burro ammorbidito renda il tutto setoso. Si fa riposare poi in frigo per mezz’oretta, si stende bene e si ritagliano i biscotti. La tradizione vuole che siano a forma di fiore, la base grande, su cui si poggia un cucchiaino di marmellata, e quello a coprire più piccolo, con il buco in mezzo fatto con un ditale (sìsì, proprio quello per cucire). Poi si infornano a 170 C° per ca.20 minuti, fino a quando sono belli dorati. Una volta freddi si cospargono di zucchero a velo e poi.. conviene nasconderli!

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